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Stalking a una pm, sotto processo l’ex compagno

Redazione - Pubblicato il 16 dicembre 2013

Stalking a una pm sotto processo l'ex compagno

L’uomo l’ha perseguitata con appostamenti, minacce, insulti e l’ha anche violentata sulla sua Smart, finché lei non ha deciso di denunciarlo. Messo ai domiciliari in una casa di cura, ha ora ottenuto di trasferirsi a casa dei genitori nonostante il parere negativo della parte civileUna pm del Palazzo di giustizia di Torino è stata violentata dall’ex compagno, un piccolo imprenditore che non accettava la fine della loro relazione – un rapporto tormentato fatto di continui litigi e riconciliazioni – e che per mesi l’ha perseguitata con appostamenti, messaggi, minacce e insulti. Per l’uomo, accusato di violenza sessuale e stalking, è in corso da alcune settimane un processo a Milano, la sede competente per i reati che vedono come imputati o parti lese le toghe torinesi.
Secondo il pm di Milano Cristiana Roveda, l’ex fidanzato della pm, che ha 43 anni, l’avrebbe perseguitata con una serie di sms, con appostamenti in centro a Torino per insultarla e sotto casa di lei, fino a che la donna non ha deciso di denunciarlo e l’uomo è stato messo agli arresti domiciliari. A carico dell’ex compagno c’è anche l’accusa di violenza sessuale: l’avrebbe costretta a subire un rapporto sessuale bloccandola dentro la sua Smart.
Gli inquirenti hanno applicato nei confronti dell’imputato anche le nuove norme “anti femminicidio” contestando all’uomo l’aggravante dell’essere stato legato alla sua vittima da una relazione affettiva. In più, sempre in base alla nuova normativa, i giudici della nona sezione penale di Milano (presidente del collegio Fabio Roia), davanti ai quali si svolge il processo, hanno chiesto il parere alla parte civile, ossia ai legali della donna, prima di consentire all’imputato di trasferirsi da una casa di cura all’abitazione dei suoi genitori in regime di arresti domiciliari. Il parere della parte civile è stato negativo, ma il Tribunale ha accolto comunque l’istanza della difesa, anche se ha negato all’uomo il permesso di andare a lavoro durante il giorno. Nella prossima udienza, fissata per 13 gennaio, verrà ascoltata la donna, parte civile.

Fonte: Larepubblica.it

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