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La Prefettura di Isernia e i prefetti arrestati!!!

Redazione - Pubblicato il 17 aprile 2014

Da sinistra Doganieri, Di Schiavi e Turdò

La Prefettura di Isernia e i prefetti arrestati!!!

Con il sig. Ennio Blasco ( a Isernia nel 2007-2008) salgono a due i prefetti di Isernia arrestati per corruzione: l’altro è il sig. Pesce Giuseppe, a Isernia dagli inizi del 2000 sino al luglio del 2003 quando fu prelevato – sempre per corruzione – dalla Guardia di Finanza toscana.

Questi due almeno sono quelli che ricordiamo, ma potrebbe sfuggircene qualcun altro … come si dice non c’è il due senza il tre….

Comunque diciamo che la statistica non depone bene per la prefettura di Isernia, con la quale tra l’altro il PCL MOLISE ed altre associazioni che si oppongono al sistema di potere locale sono in perenne scontro, come sta accadendo oggi con il Prefetto Piritore.

In particolare ricordiamo il su nominato Pesce, che produsse una nota a sua firma indirizzata al governo nella quale riferiva una serie di proprie arbitrarie considerazioni negative (a nostro avviso diffamatorie) nei nostri confronti. Il senso di tali note, poste a “riscontro” di interrogazioni parlamentari circa gravi abusi e ruberie antisociali da noi poste, era di dipingerci come facinorosi che disturbavano il potere locale. Ci riferivano alcuni cittadini ed amici che costui andava anche sparlando della specifica persona dell’attuale coordinatore del PCL Molise nelle sedi istituzionali nei vari comuni del Volturno che visitava, quasi ossessionato dalla presenza di “comunisti oppositori”.

Fu così che chiedemmo un incontro in Prefettura per rivendicare pubblicamente la cessazione delle dette condotte prefettizie da noi valutate come dannose per la collettività; era il 30 luglio 2003, quando dopo varie peripezie fummo chiamati dalla dott.sa Lombardi la quale ci comunicò che per il giorno successivo il sig. Pesce aveva accordato l’incontro ove noi volevamo rappresentare le nostre pubbliche rimostranze nei suoi confronti.

La postazione autovelox fisso di Macchia D'Isernia

Ma quell’incontro non si potette piĂą tenere: quel 31 luglio -come detto – il Pesce Giuseppe fu prelevato per essere condotto nelle patrie galere, arrestato per corruzione.

Sentiamo spesso persone nella nostra provincia di Isernia che quando subiscono un abuso del potere pubblico credono di “rivolgersi al Prefetto”, per ottenere il rispetto dei loro diritti lesi.

Però la lezione che si trae da questi eventi è di tutt’altro segno: solo dalla mobilitazione e dall’impegno sociale contro queste istituzioni borghesi e la loro separatezza dalla popolazione, si può ottenere una vera tutela dagli abusi di potere. Nella comprensione che è necessario un altro stato realmente democratico e governato dalla classe lavoratrice divenuta cosciente del proprio ruolo sociale di cambiamento.

E per tornare alla quotidianità locale, la “vertenza autovelox abusivo di Macchia” è lì ancora a dimostrarlo, con il Prefetto di Isernia ed il sindaco di Macchia, nonché altri esponenti di pubblici poteri anche di polizia, i quali continuano ad attestare la legittimità di un autovelox, nonostante le tantissime sentenze giudiziali che lo dichiarano abusivo, come peraltro era già evidente da tutto quanto abbiamo fatto emergere in merito insieme al sindacalista Di Schiavi, all’Associazione antimafia di Romano De Luca ed al comitato pro Trignina di Turdò.

Insomma, quando ci si rivolge a queste istituzioni per le tutele, come dice il popolano dalle nostre parti, molto spesso “vai per grazia e trovi giustizia”…!

 

Il Coordinatore Regionale

Tiziano Di Clemente

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