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Categoria | Politica

Pier Luigi Bersani contro Matteo Renzi: “Tagliare le tasse va bene, ma non al modo della destra”

Redazione - Pubblicato il 20 luglio 2015

A pochi giorni¬†dalla maxi sforbiciata fiscale da 50 miliardi annunciata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, con la cancellazione dell’imposta sulla prima casa a partire dal 2016, √® l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani a scagliarsi contro la proposta del premier. “√ą sacrosanto ridurre il carico fiscale. Ma c’√® modo e modo e bisogna finalmente discuterne sul serio”, ha scritto Bersani su Facebook. “Non si vorr√† certo tirare la volata al modo della destra!”.

Il commento di Bersani √® corredato¬†all’intervista rilasciata dall’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco a Repubblica¬†in cui viene criticata duramente la mossa del premier. “Abolire la tassa sulla prima casa √® ingiusto e inaccettabile politicamente – ha spiegato -. Perch√© le prime case non sono tutte uguali. La mia casa a roma vale circa un milione, la villa di arcore ne varr√† dieci e un appartamento in periferia vale 100 o 200mila euro. Un fisco che tratta questi patrimoni nello stesso modo √® un fisco profondamente ingiusto”.

Un critica, quella dell’ex segretario, che ricalca l’accusa lanciata dagli ex dem Stefano Fassina e Pippo Civati, che in questi giorni hanno accusato il presidente del Consiglio di volere mette in atto una manovra “di destra”. “Che tristezza assistere
all’involuzione del Pd. Un partito nato per combattere l’ingiustizia sociale e la povert√† e per promuovere la dignit√† del lavoro e le pari opportunit√†, √® finito a scimmiottare il berlusconismo fuori tempo massimo”, ha detto l’ex viceministro dell’Economia. “√ą necessario tornare dagli elettori per attuare il programma del PdL”, ha aggiunto provocatoriamente Fassina.

Uil: senza la Tasi risparmio medio da 180 euro. L’annuncio dell’abolizione della Tasi sulla prima casa per l’anno prossimo, per i 25,7 milioni di proprietari di prima casa, si tradurrebbe secondo il servizio Politiche territoriali della Uil in un risparmio medio di 180 euro annui, che salirebbero a 230 euro medi nelle citt√† capoluogo di provincia. Secondo lo studio, il risparmio maggiore lo si avrebbe a Torino, con 403 euro medi a famiglia. A seguire Roma (391 euro) e Siena (356 euro). Al contrario, le citt√† dove il risparmio sarebbe minore sono Asti (19 euro), Ascoli Piceno (46 euro) e Crotone (51 euro).

Nomisma: risparmi da 17 euro al mese.¬†Cifre analoghe a quelle elaborate da Nomisma, secondo cui l’impatto sarebbe comunque relativamente modesto per le famiglie. Lo sgravio che una simile riforma garantirebbe al 76,6% di famiglie che vive in una casa di propriet√† non supererebbe i 17 euro al mese, vale a dire poco pi√Ļ di un quinto del bonus di 80 euro introdotto a partire da maggio 2014 per quei lavoratori dipendenti e assimilati che guadagnano fino a 26mila euro. Non solo. Per effetto della sperequazione delle basi imponibili su cui vengono applicate le imposte sulla casa a beneficiare dell’azzeramento dell’imposta, denuncia ancora Nomisma, “sarebbero non solo le famiglie a basso reddito, ma anche paradossalmente nuclei con disponibilit√† nient’affatto modeste e propensioni alla spesa rispetto alle variazioni del reddito pi√Ļ contenute rispetto alle famiglie meno abbienti”.

¬†Fonte:L’Huffington Post
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1 Commenti per questo articolo

  1. Redazione scrive:

    Non condivido questa impostazione del ragionamento…

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