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Categoria | Politica

Il Senato parte civile contro Berlusconi. Il Presidente Piero Grasso: “Un obbligo morale”

Redazione - Pubblicato il 05 febbraio 2014

Ribaltata la decisione presa nel pomeriggio dal consiglio di presidenza di Palazzo Madama sul processo per la compravendita di parlamentari. La votazione era finita 10 a 8 con  Pd, Sel e 5 Stelle finiti in minoranza. Poi, come da prassi, l’ultima parola del presidente del Senato. Che ha ribaltato il verdetto

di Luca Sappino

Grasso ha deciso: il Senato sarà parte civile nel processo che vede Silvio Berlusconi accusato di compravendita di parlamentari. Il presidente Piero Grasso, cui spettava l’ultima decisione, ha parlato di «obbligo morale», ed è andato così contro quella che era stata l’indicazione scaturita nel pomeriggio daI consiglio di presidenza del Senato.
«Il Senato non si deve costituire parte civile nel processo in cui Silvio Berlusconi è accusato di compravendita di senatori», era la versione uscita dalla consultazione. Soprattutto perché Scelta Civica e l’Udc si erano espresse come Forza Italia e alfaniani: «L’onore e la rispettabilità dell’istituzione non sono stati lesi da Berlusconi». Ma questo, evidentemente, non è stato il parere del presidente del Senato.
La consultazione dei gruppi era finita 10 a 8, con  Pd, Sel e M5S e il senatore Hans Berger del gruppo Autonomie sconfitti. Il risultato è però stato ribaltato. “L’ultima parola spetta a Grasso”, aveva detto all’Espresso Dario Stefano, presidente della giunta per le elezioni del Senato, protagonista della vicenda della decandenza di Silvio Berlusconi: “Deciderà in autonomia“. E così è stato.
«È il Pietro Grasso che ricordavo», commenta a caldo Antonio Di Pietro. «Sconcertante» è invece la reazione di Gasparri.
Grasso si è dunque avvicinato alla posizione del Movimento 5 stelle, tant’è che l’ex capogruppo al Senato Paola Taverna, si è quasi cimentata in un complimento: «Meglio Grasso della presidente Boldrini».  Vincenzo Santangelo, l’attuale capogruppo, commentando l’indicazione del consiglio di presidenza aveva detto: «in base al regolamento, il presidente del Senato Grasso ha la piena autonomia decisionale ed è per questo che il Movimento 5 Stelle si attende una chiara presa di posizione in merito ai gravissimi fatti di corruzione politica che minano i fondamenti dell’ordinamento istituzionale».
«Non ha molti margini di manovra, faceva meglio a non chiedere il parere» notavano nel pomeriggio i senatori più esperti, sbagliando. Grasso alla fine ha risposto positivamente alle molte pressioni, anche dai democratici: «Il Pd ha votato convintamente per la costituzione di parte civile del Senato nel processo che vede coinvolto Berlusconi. Il Presidente Grasso valuti ora la decisione migliore», aveva detto ad esempio il senatore Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. «Non c’è una prassi, non ci sono precedenti» notava pure Alessia Petraglia, di Sel e membro del consiglio di presidenza: «Grasso ha fatto bene ad ascoltare le opinioni di tutti, ma può decidere in autonomia, e noi ovviamente ci auguriamo che decida di far costituire il senato parte civile».
Il Presidente della giunta per le autorizzazione del Senato, Dario Stefano, aveva comunque messo le mani avanti ricordando che l’ultima parola sul fatto che l’onore e la rispettabilità dell’istituzione sia stata lesa da Berlusconi sarebbe comunque spettata a Piero Grasso.
Maurizio Gasparri dice che Grasso doveva tener conto dell’indicazione del consiglio di presidenza, dove si era deciso che Berlusconi non avesse leso l’istituzione. “Mi hanno raccontato come si è arrivati a questa decisione del consilgio di presidenza, e mi sembra una votazione strana, per nulla definitiva. Il parere richiesto da Grasso era poi solo consultivo”.
Era dunque sua facoltà sovvertire la decisione? “Se è prerogativa del presidente decidere, è prerogativa del presidente, c’è poco altro da dire. IDobbiamo rimetterci alla sua autonomia, con rispetto”.
L’11 febbraio è una data chiave per Berlusconi: comincia il processo a Napoli e arriva l’Italicum in aula. Lei si aspetta sorprese? “Suggerisco a Berlusconi, ancora una volta, di non confondere i profili politici e quelli giudiziari. Sulla legge elettorale, però, devo dire che sarebbe buona cosa se si vestisse di un dibattito parlamentare franco, perché non è accettabile che venga fatta in un altro luogo e consegnata come un pacchetto chiuso. Se si riapre la discussione è quindi sicuramente meglio”.

© Riproduzione riservata Fonte L’espresso.it
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