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Categoria | Politica

I Cinesi sono dentro di noi. Veramente!!!

Redazione - Pubblicato il 25 luglio 2014

In attesa di Eni e Enel, con 2 miliardi i cinesi entreranno in Terna e Snam

Dalla Cina il ministro Padoan assicura: confermati gli obiettivi di privatizzazioni sul Def

Destinazione Cina con un biglietto che vale due miliardi di euro, centesimo più centesimo meno.

I cinesi di State Grid International Development (interamente detenuta dalla State Grid Corporation of China, la più grande utility al mondo) sono infatti pronti ad entrare in Terna e Snam staccando un assegno che, secondo il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, vale appunto 2 miliardi di euro.

Alla sua seconda giornata di missione in Cina, Padoan ha sottolineato come l’accordo raggiunto tra Cassa depositi e prestiti e Sgid rappresenta «un risultato molto importante che testimonia il progresso che si sta facendo».

L’intesa, che sarà formalizzata a Roma con la firma attesa per fine luglio, prevede che la Cdp (controllata dal Tesoro ma partecipata al 18% dalle Fondazioni bancarie) ceda ai cinesi di Sgid una partecipazione del 35% di Cdp Reti, società interamente di proprietà di Cdp.

Il presidente della Cassa, Franco Bassanini, che accompagna il ministro in Cina, ha chiarito che si tratta di «una quota di minoranza di questo veicolo che ha il controllo di Snam e Terna». Per questa via i cinesi riusciranno ad entrare nel capitale di Snam e Terna visto che Cdp Reti detiene il 30% del capitale di Snam e prima della chiusura della trattativa, riceverà da Cdp circa il 30% della quota detenuta  in Terna.

Tuttavia, questa operazione è solo un antipasto di quel piano ambizioso di privatizzazioni che nel Def vede il governo impegnato a dismissioni per 12 miliardi quest’anno e una cifra pari allo 0,7% del Pil (11 miliardi) per il triennio successivo fino al 2017. Ieri Padoan ha assicurato che «l’impegno rimane assolutamente confermato, ci stiamo lavorando con diversi capitoli». Tuttavia,  se la vendita di Enav e Poste è al momento ancora in alto mare, si fa sempre più strada l’idea di una vendita del 5% del capitale dei gioielli di famiglia, Eni ed Enel, da parte del Tesoro al fine di rimpinguare con 6 miliardi circa le casse dello Stato ed avere più tempo per pianificare le altre dismissioni.

Cdp ha anche sottoscritto un memorandum d’intesa con China Development Bank al fine di garantire una maggiore cooperazione tra i due istituti, «attraverso l’istituzione di partneship e l’individuazione di aree potenziali di collaborazione» nei settori delle infrastrutture, export finance, equity e mercato dei capitali.

Risorse importanti per investimenti in Italia e per creare occupazione in un momento in cui in Cina l’attività manifatturiera continua a correre crescendo al ritmo più sostenuto degli ultimi 18 mesi. In particolare Padoan ha anche assicurato che «l’Italia parteciperà all’internazionalizzazione dello yuan attraverso l’ulteriore integrazione del sistema finanziario europeo che, con l’unione bancaria, sta subendo un’accelerazione».

@raffacascioli -fonte :Europa.it

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