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Categoria | Politica

Giro d’Italia, Aru dà spettacolo sull’Abetone. Ma Contador si prende la ‘rosa’

Redazione - Pubblicato il 13 maggio 2015

Fabio Aru (ansa)

Sulla salita di Coppi e Bartali,  grande sfida in salita tra il sardo e lo spagnolo, con Porte terzo incomodo. Il sardo rosicchia 4” di abbuono, il pistolero è però il nuovo leader. Frazione vinta dallo sloveno Polanc

ABETONE - Proprio nel giorno in cui Alberto Contador conquista la maglia rosa, Fabio Aru fa capire che un altro podio come quello dello scorso anno stavolta gli starebbe stretto. Nel giorno dell’Abetone, lì dove uno sconosciuto Fausto Coppi spiccò il volo nel 1940 e Gino Bartali -al quale era dedicata la tappa- infiammò l’Italia del dopoguerra, il sardo se la gioca faccia a faccia con il Pistolero. Arrivano insieme, si dividono la gloria giornaliera ed entrambi possono essere soddisfatti. Lo spagnolo diventa il leader della generale, merito della prova di squadra a cronometro il primo giorno, ma la condotta di Aru la dice lunga sulle intenzioni future: non si accontenta di stare insieme al fuoriclasse, risponde al suo attacco proponendone un altro. E poi la volata finale… Tre dei cinque protagonisti della fuga di giornata sono ripresi, restano quattro secondi di abbuono da agguantare. Sembrano briciole, ma non è così. Se li prende Aru, partendo ai 300 metri e conservando con la malizia di un velocista l’esiguo margine. “Sono contento, c’è stata battaglia, è bello anche per il pubblico e i tifosi – commenta il sardo, che fa anche professione di umiltà -. Porte e Contador sono grandissimi campioni, trovarmi in mezzo a loro è una grande emozione. Sto bene, ho lavorato tanto in questi mesi, anche la squadra è stata eccezionale, nel finale i miei compagni si sono superati, ma ci sono ancora 16 tappe. Dobbiamo stare concentrati e riposare”.

Una giornata che delinea i ruoli,  fa capire come da ora in poi sarà una guerra di nervi, di particolari, di secondi rosicchiati in tutti i modi. Ma non sarà solo un duello: oltre ad Aru e Contador c’è Porte, il terzo incomodo. Il tasmaniano si limita a stare attaccato alla ruota degli altri due accennando solo una volta ad un miniscatto. Anche lui dà la sensazione di avere un progetto ben preciso, probabilmente messo a punto nel futuristico motorhome nel quale si rilassa atteggiandosi a divo: stare attaccato in salita e fare la differenza nei tanto attesi 60 km a cronometro. Insomma, a meno di fughe bidone o exploit imprevisti, il Giro è roba per tre. Il quarto dei pronostici, Rigoberto Uran, sembra già fuorigioco: lui non tiene in salita, la squadra non sembra attrezzata per sostenerlo. Tira brutta aria per il colombiano.

L’entusiasmo per Aru e Contador non deve comunque far passare in secondo piano il vincitore di giornata, Jan Polanc. Protagonista per quasi tutta la giornata con altri 4 compagni di fuga, trova prima le energie per lasciare gli altri a bocca asciutta, quindi per resistere al prepotente ritorno dei big. “La mia prima vittoria in carriera è speciale perchè è arrivata al Giro d’Italia. Sono felice – spiega il vincitore- Ho da poco compiuto 23 anni e questo è il mio regalo di compleanno”. E’ bravo Polanc, anche se stavolta la riuscita dell’azione ha una spiegazione tattica precisa. Rispetto ai giorni scorsi non attaccano in trenta, ma in cinque, e il gruppo lascia fare. Con lo sloveno ci sono Domont, Tvetcov (viene dalla Romania, ennesima frontiera del Giro), Dillier, il marpione Sylvain Chavanel. Proprio quest’ultimo accende la miccia sulla salita, gli altri si sgretolano tranne Polanc: tosti tutti e due, anche il francese tiene togliendo quel paio di secondi di abbuono ad Aru.

Nella lotta alla rosa, Contador è il primo a partire. Anche qui però Aru mostra maturità: non replica di colpo rischiando di incrociare le gambe, lo fa sul passo ed in poche battute. Inoltre il gioco di squadra funziona. Mentre la Tinkoff ancora qualche problemino mostra di averlo, la compattezza dell’Astana è un’altra cosa. Landa viene mandato in avanscoperta, perfetto punto di appoggio per quando arriva Aru, che può mantenerere quel po’ di freschezza necessario per lo sprint. Con Clarke inevitabilmente in difficoltà e costretto a cedere il trono, Contador si prende la rosa. Due secondi di vantaggio però non sono niente, lo sa anche lui: “Non avrei mai pensato di prendere la maglia rosa così presto. Adesso è una responsabilità in più per me e la squadra. Le cose positive sono che le gambe rispondono bene e che abbiamo staccato Uran, ma non è importante avere addosso la maglia rosa adesso, ma l’ultimo giorno. Se devo essere sincero vorrei tenerla il meno possibile e alla fine…”

ORDINE D’ARRIVO
1. Jan Polanc                (Slo-Lampre)           in 4h09’18″
2. Sylvain Chavanel          (Fra-Iam)               a    1’31″
3. Fabio Aru                 (Ita-Astana)                  s.t.
4. Alberto Contador          (Esp)                         s.t.
5. Richie Porte              (Aus)                         s.t.
6. Mikel Landa               (Esp)                   a    1’44″
7. Dario Cataldo             (Ita)                   a    1’53″
8. Yury Trofimov             (Rus)                         s.t.
9. Damiano Caruso            (Ita)                         s.t.
10. Darwin Apatuma            (Col)                         s.t.
11. Damiano Cunego            (Ita)                         s.t.
15. Ryder Hesdjedal           (Can)                         s.t.
16. Roman Kreuziger           (Cze)                         s.t.
17. Rigoberto Uran Uran       (Col)                   a    1’59″
21. Giovanni Visconti         (Ita)                   a    2’15″
26. Davide Formolo            (Ita)                   a    2’32″
29. Jurgen Van den Broeck     (Bel)                   a    2’54″
CLASSIFICA GENERALE
1. Alberto Contador            (Esp-Tinkoff)       in 16h05’54″
2. Fabio Aru                   (Ita-Astana)         a     0’02″
3. Richie Porte                (Aus)                a     0’20″
4. Roman Kreuziger             (Cze)                a     0’22″
5. Dario Cataldo               (Ita)                a     0’28″
6. Johan Esteban Chaves Rubio  (Col)                a     0’37″
7. Giovanni Visconti           (Ita)                a     0’56″
8. Mikel Landa                 (Esp)                a     1’01″
9. Davide Formolo              (Ita)                a     1’15″
10. Andrey Amador               (Crc)                a     1’18″
11. Damiano Caruso              (Ita)                a     1’22″
12. Rigoberto Uran Uran         (Col)                       s.t.
17. Damiano Cunego              (Ita)                a     2’12″
18. Simon Clark

Fonte: La repubblica.it

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