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Categoria | Politica

E’ PARTITA LA TERZA AVVENTURA DI OSVALDO MENNA!!!

Redazione - Pubblicato il 27 aprile 2015

E’ PARTITA LA TERZA AVVENTURA DI OSVALDO MENNA

E’ partita la terza avventura politica di Osvaldo Menna. La data ufficiale è il 26 aprile 2015, giorno in cui, alle ore 18,00 in punto sono state stappate tre bottiglie di spumante per il brindisi augurale della nuova sede del suo nuovo Comitato civico cittadino. Alla presenza dei primi aderenti, l’ex consigliere provinciale ed assessore comunale ha iniziato la sua terza avventura politica. Il taglio che darà, per noi che lo conosciamo da sempre, è di facile intuizione. Ma, anche per quei pochi che non lo conoscessero, esso può evincersi anche dai pochi messaggi appesi nella nuova sede e che consentono una prima analisi.
La sede è al centro del centro della città, a pochi passi da quell’angolo della farmacia, dove – a detta di Felice Tomeo, nella chiosa de La Porta de la terra, l’opera teatrale nella quale lo stesso Menna ha recitato – si fa la storia di San Salvo. O meglio, dove i capifamiglia discutono della cosa pubblica e si fanno l’opinione, che poi riportano nelle case. Questo ovviamente era molto vero in era pre internet. Adesso è meno vero, perché notizie ed opinioni viaggiano anche e soprattutto on line. Comunque la sede al centro significa presenza nel cuore della città.
A proposito di cuore, quello rosso messo nel logo vuole comunicare passione politica, che il fondatore promana ed ha promanato soprattutto nella seconda repubblica. La scritta lavora, sempre nel logo, vuole comunicare interesse al lavoro (poiché da vecchia volpe, Menna conosce la fame di lavoro che c’è in giro) ed ora evidenziato chiama all’impegno adesso, poiché si sa che la scadenza elettorale amministrativa è già iniziata.
La foto del presidente Pertini ed il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo sono l’identità socialista del leader, che non viene rinnegata, ma semmai emendata con le foto di Falcone e Borsellino e di Aldo Moro, al banco del governo del primo centrosinistra, ovvero il Moro – Nenni. Il tutto condito delle litografie della vecchia San Salvo, a significare che alla fine tutto si fa in città e per la città.
Le bandiere all’esterno significano che, per quanto nuova e in nuce, i tratti identitari e simboleggiati della nuova avventura già ci sono e vengono fatti sventolare. Il manifesto racconta le fervide idee di Menna: Sos cittadini, ascolto, comitati di saggi, corsi di politica e marketing, volontari della rinascita, negozio solidale. Ma si chiude con un secco “Non siamo né di sinistra e né di destra”. Non sembra casuale che siano state invertite le parole della nota canzone di Giorgio Gaber. Scrivendo prima sinistra e poi destra, forze si vuole rimarcare più distanza dalla parte politica di cui Menna ha fatto parte nelle due precedenti avventure.
Infatti, il fondatore nella prima repubblica è stato militante del Psi e, quando era in fabbrica, del sindacato. Solo dopo la caduta del muro e cioè nel ’91 ha preso le distanze dalla leadership del suo partito, sponsorizzando Romano Bolognese al Comune ed Amedeo D’Addario alla Camera. Quindi in sua questa sua prima avventura ha avuto un ruolo marginale ed ha accelerato l’impegno quando tutto stava crollando, mostrando di averlo compreso prima di altri.
Nella seconda repubblica è stato un leader, anzi il leader del Psi, con sette anni di presenza in Giunta (l’ultimo periodo all’assessorato delle attività produttive) e cinque alla Provincia da delegato alla Protezione civile. Ha concorso ad eleggere il consigliere regionale nella provincia di Chieti e il segretario provinciale dopo la catastrofe. La sua leadership è finita con la defenestrazione da parte del sindaco Marchese e l’isolamento dai suoi compagni storici, con la promozione di una lista civica (insieme ad Alfonso Di Toro) alle ultime comunali a sostegno di Arnaldo Mariotti. Ma, così come nel ’91 aveva capito che il Psi craxiano-susiano stava finendo e si era schierato con D’Addario, nel 2012 aveva capito che avrebbe vinto la destra e quindi aveva fatto un endorsement alle nostre telecamere, dichiarando: “Al ballottaggio, voterò la Magnacca, perché ho letto il suo programma”
Cosa ha capito adesso Osvaldo Menna per costituire un Comitato civico ? Che entrambi i due blocchi sono a fine corsa e che c’è bisogno di aria nuova ? Forse per meglio arieggiare la politica ha preso una sede col doppio ingresso: Piazza San Vitale 3 e Corso Umberto I, 18

Ods

Fonte: www.sansalvomare.it

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