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Categoria | Politica

Chiodi dorme con un’altra all’Hotel Sole di Roma e mangia al ” Vecchio Porco” di Milano

Redazione - Pubblicato il 26 gennaio 2014

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Sul Fatto Quotidiano, “Abruzzo turismo sessuale dalla giunta terremotata”

Il Fatto Quotidiano, con un articolo di Antonio Massari, oggi torna a riaccendere i riflettori sull’Abruzzo dopo aver seguito le vicende del sindaco Cialente. Questa volta, in prima pagina, c’è l’inchiesta dei rimborsi spese che riguarda la Regione Abruzzo e che ha coinvolto il governatore Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio Nazario Pagano e 23 tra assessori e consiglieri.

“Si può spiegare tutto”. Il governatore abruz­zese annuncia di esse­re in grado di giustificare ogni centesimo, dei 37mila e 500 euro pubblici spesi, durante le sue 185 missioni istituzionali. Un episodio da spiegare, per esempio, riguarda la notte del 13 marzo 2010 e l’ospite della stanza 114, nell’Albergo del Sole di Roma – zona ’Pantheon – pagata 340 euro, con soldi contanti, durante una visita istituzionale nella Capitale.

I carabinieri del nucleo investigativo di Pescara, infatti, spulciando tra i rimborsi di Chiodi, hanno verificato che quella notte, nella stanza 114, il governatore non era solo. Non era neanche con sua moglie, a dirla tutta, poiché ha condiviso la camera con una dipendente dell’amministrazione regionale. II punto-com’è ovvio-non rguarda la libertà, per il governatore Chiodi, di condividere la sua stanza d’albergo con chicchessia. Il punto è che – se­condo l’accusa – questa libertà va pagata con soldi propri e non con denaro pubblico. E in­vece – stando alla ricostruzione dei carabinieri – Chiodi, dopo aver speso in contanti 340 eu­ro, chiede un rimborso per 357, incassando indebitamente i 170 euro pagati per l’ospite. E non si tratta dell’unica donna che, a spese dei cittadini, gli as­sessori regionali abruzzesi hanno ospitato – con pranzi e cene annesse – nelle loro came­re d’albergo.

È RARO, molto raro, trovare hotel a 4 stelle: gli atti d’inda­gine, condotta dai pm Giam­piero Di Florio e Giuseppe Bellelli, mostrano una sfrenata predilezione per 5 stelle extra lusso. E anche per i viaggi in bu­siness class, come quello da 2.872 euro, pagato da Chiodi con carta di credito regionale, per il volo Teramo-Washington del 22 ottobre 2009: bi­glietto intestato a Daniela Clementoni – parliamo della consorte

sorte del governatore – che quel giorno viaggiò con Chiodi. “La Regione non ha pagato il bi­glietto per mia moglie – dice il governatore, accusato di truffa, peculato e falso, con 24 tra con­siglieri e assessori – ed è facile verificarlo dall’ordine di boni­fico, indirizzato all’agenzia di viaggi, che è a disposizione de­gli inquirenti”. Resta il fatto che, per il viaggio in questione, Chiodi ha comunque prenota­to per se stesso una business class da 2.800 euro. Tra le spese istituzionali che il governatore dovrà giustificare, anche la ce­na al ristorante “Vecchio Por­co” di Milano, pagata con carta di credito, al costo di 227 euro, per la quale – secondo l’accusa – non ha mai esibito la ricevuta. Era il 18 febbraio 2010 e gli in­vestigatori si chiedono perché, la cena istituzionale, fu pagata non solo a Chiodi, ma anche agli altri quattro commensali. Tra i casi più singolari – e in qualche modo seriali – c’è quel­lo dell’assessore Nazario Paga­no (Forza Italia), presidente del Consiglio regionale e assessore per la Salute, che deve giusti­ficare spese per 8.500 euro. La sua predilezione per i 5 stelle extra lusso emerge sin dall’an­no dell’insediamento quando, tra il 24 novembre e il 4 dicem­bre, sempre per motivi istitu­zionali, viaggia tra la venezue­lana Caracas e Miami, in Flo­rida, senza mai trovare una soluzione più economica. Eppu­re, a volte, era davvero a portata di mano. Come nell’ottobre 2009, quando si reca istituzio­nalmente a Sanremo, e passa tre notti all’hotel Royal – 5 stelle categoria lusso – alla modica ci­fra di 900 euro (300 euro per notte).

PER GIUSTIFICARE la spesa, Pagano “autocertifica” che, in quella situazione, non aveva trovato soluzioni più economi­che. Eppure ai carabinieri è ba­stato un minuto, il tempo di at­traversare la strada, per verifi­care che – proprio di fronte al­l’hotel Royal – c’era un digni­tosissimo albergo. Scartabel­lando tra le presenze, poi, han­no scoperto che, in quelle tre notti, l’hotel di fronte, aveva l’80 per cento delle camere li­bere. Dai registri del Royal, gli investigatori, verificano che l’assessore non ha ospitato nes­suno anche se ha sempre cena­to – con spesa rimborsato – in coppia con qualcuno. E sembra quasi un’eccezione. In ben altri quattro casi, infatti, Pagano ha pernottato – pagando con soldi pubblici – con un’ospite donna. In nessuno di questi 4 casi s’è trattato della moglie, che avreb­be dovuto comunque pagare di tasca sua, ma, al contrario, s’è trattato di quattro donne diver­se tra i 35 e i 45 anni. L’assessore alle politiche attive del lavoro, Paolo Gatti (Fi), ospita invece una sola donna – anche in que­sto caso non si tratta della mo­glie – ma per due notti conse­cutive: Albergo del Senato, co­sto 235 euro, pagati con carta di credito istituzionale e presunto rimborso indebito – per il sog­giorno della signora 249 euro.

GLI ASSESSORI della giunta Chiodi, comunque, trovano difficilmente disponibilità di soluzioni standard, per i loro soggiorni. Persino a Roma che, da capitale del turismo, pullula di alberghi d’ogni categoria. Il vice presidente della Giunta, per dirne una, il 25 agosto 2010, trova posto nel modesto – si fa per dire – hotel Piazza di Spa­gna. Costo: 411 euro. Non è so­lo. Non è neanche in coppia. Quella notte, nella stessa came­ra, dormono in tre: il vice pre­sidente Alfredo Castiglione (Fi) ospita anche la compagna e un terzo uomo, di cittadinanza indiana, che potrebbe essere un parente della donna. È lo stesso Castiglione che, tra le missioni istituzionali, può vantare un “incontro preliminare per la costituzione di una macro area della regione adriatico jonica”. E Castiglione viaggia così tra le perle del Salento. C’è poi chi, come l’assessore al Turismo Mauro Di Dalmazio, annovera tra le spese istituzionali 4 Campari Orange e 2 bottiglie di vino bianco Rajamagre. E chi, inve­ce, chiede i rimborsi ma dimen­tica per ben 4 volte di allegare la “motivazione” del viaggio: è il caso di Mauro Febbo (Pdl) che, preda di un’amnesia, omette di comunicare che, una notte in albergo, ha ospitato anch’egli una donna. Era sua moglie, sì, ma secondo l’accusa, comun­que, l’albergo gliel’abbiamo pa­gato noi.

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1 Commenti per questo articolo

  1. gigi scrive:

    almeno ha scelto un ristorante con il nome adatto

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