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Categoria | Lavoro

Il Pescara ha una marcia in più!!!

Redazione - Pubblicato il 21 dicembre 2015

 

La Virtus Lanciano sfiora il pari, ma si arrende al maggior tasso tecnico dei biancazzurri

di Rocco Coletti

INVIATO A LANCIANO

Il derby d’Abruzzo è stata la rappresentazione del girone d’andata: ha vinto la squadra, il Pescara, con maggior qualità. Perché nel calcio – è bene ricordarlo – a fare la differenza è la tecnica. Puoi mettere in campo grinta, organizzazione di gioco e tattica, ma, poi, sono le giocate dei calciatori con maggior qualità che spostano gli equilibri. E’ quello che ha fatto, ad esempio, Gianluca Caprari al 26’ del primo tempo. Una giocata da applausi e il derby d’Abruzzo si è colorato di nuovo di biancazzurro. Sì, perché il Biondi è stato ancora terreno di conquista per il Pescara, sospinto dagli oltre 1.200 tifosi al seguito. Ma – a differenza degli ultimi due anni – il successo questa volta è stato più limpido. Più meritato. Certo, poteva pareggiare la Virtus Lanciano nella ripresa, ma la squadra di Oddo ha avuto anche qualche occasione per chiudere la contesa sull’1-3. Quindi, l’1-2 non deve far gridare allo scandalo nessuno.

Seconda vittoria di fila per i biancazzurri che hanno agganciato al quinto posto in classifica il Brescia e mercoledì torneranno all’Adriatico-Cornacchia contro il Modena. Il Pescara non vinceva in trasferta da poco più di un mese (15 novembre, 2-0 a Como) e questi tre punti hanno il sapore di una prova di maturità in una sfida difficile. Per la Virtus Lanciano si tratta della quarta sconfitta di fila, la zona play out è a sei punti. E anche il derby ha detto che senza rinforzi la strada verso la salvezza può rivelarsi insormontabile. Non bastano orgoglio e organizzazione di gioco. C’è grande delusione in terra frentana, in parte riversata su Roberto D’Aversa. In realtà, la Virtus sta pagando più che altro l’azzardo della premiata ditta Leone&Maio. Le scelte del mercato estivo sono state in gran parte bocciate dal campo. Servono rinforzi (di qualità) per invertire la rotta e a gennaio sarà vietato sbagliare.

Partita godibile al Biondi, meglio nel secondo tempo che nel primo. Il Pescara ha fatto valere il miglior tasso tecnico, maneggiato con cura da Massimo Oddo; è stato più incisivo palla a terra. Ha controllato la sfuriata iniziale della Virtus (Di Cecco alto al 1’ e Fiorillo salva sui piedi di Padovan) e poi ha iniziato la prova di forza sul piano tecnico sfociata nella prodezza di Gianluca Caprari al 26’. La reazione dei rossoneri è stata rabbiosa: al 28’ Fiorillo devia in angolo su colpo di testa di Marilungo e al 32’ ancora il portiere è bravo a neutralizzare una conclusione aerea di Pucino. Nella ripresa subito lo 0-2 grazie al rigore trasformato da Memushaj per un fallo di mano di Di Cecco su tiro dello stesso albanese. Fin qui più Pescara che Virtus. Bene Bruno davanti alla difesa, benissimo Benali. Partita chiusa? No, perché la Virtus Lanciano si è scrollata di dosso tutte le paure non avendo più niente da perdere. E così è bastato il primo acuto di Piccolo (a proposito di qualità!), sulla destra, per gettare le basi dell’1-2 firmato da Di Cecco. A questo punto i frentani – anche in questa occasione in formazione rimaneggiata – hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo, attaccando con forza e determinazione. Ma Fiorillo ha fatto buona guardia (al 30’ e al 31’ su Paghera) e il ritorno di Campagnaro (toh, mancava proprio dalla vittoriosa trasferta di Como!) ha dato sicurezza al pacchetto arretrato. Virtus all’assalto, ma il Pescara in un paio di occasioni, con Benali e Lapadula, ha sfiorato l’1-3.Tre punti a Massimo Oddo che, quindi, dovrà pagare la cena all’amico-nemico Roberto D’Aversa. Lo sfacciato ha avuto la meglio sul leader.

@roccocoletti1

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte: Il centro.it

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