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Categoria | Gossip

M5S ne cade un’altro. Pepe, un’altra espulsione anomala!!!

Redazione - Pubblicato il 10 marzo 2014

Bartolomeo Pepe

M5S, Pepe sfiduciato da meetup Napoli. Verso nuova espulsione al Senato

Con questo nuovo caso il gruppo si avvia a rimanere con 41 componenti dai 50 originari. Oggi è in programma la riunione dei  senatori del movimento, chei dovranno rivedere i ruoli nelle varie commissioni  parlamentari, dopo le defezioni degli ultimi giorni

ROMA - Ne cade un altro, e il gruppo si avvia a rimanere con 41 componenti dai 50 originari.. La nuova sfiducia √® per un senatore M5S da parte dal territorio, stavolta dal meetup di Napoli. A farne le spese √® Bartolomeo Pepe, sfiduciato in un’assemblea che si √® tenuta ieri, alle 15, al Vomero.
Si ripete il copione gi√† visto per altri senatori espulsi nelle settimane scorse: Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista. Nel loro caso alla ‘scomunica’ del territorio √® seguito l’avvio della procedura di espulsione, decisa dall’assemblea congiunta e poi ratificata dalla Rete. TUTTI I CASI E’ molto probabile che la stessa sorte spetti a Pepe, con le medesime polemiche. Anche stavolta non manca infatti chi denuncia che in assemblea i numeri non c’erano e sarebbe inoltre mancato un voto formale. C’√® poi chi sostiene che l’ordine del giorno sia stato invertito proprio per mettere alle strette Pepe, che ieri in assemblea non c’era.
Nel pomeriggio di oggi, alle 17, è intanto in programma la riunione dei senatori M5S, alla quale Pepe, rimasto a Napoli, non dovrebbe prender parte. I senatori dovranno rivedere i ruoli nelle varie commissioni parlamentari, dopo le defezioni degli ultimi giorni.
Bignami: “Noi, espulsi dal M5S senza consultare la Rete di T. Ciriaco
Il 6 marzo Grillo aveva cacciato anche i cinque senatori¬† dimissionari dal Movimento: “Si sono isolati e non possono continuare ad¬† essere rappresentanti ufficiali nelle istituzioni. Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani, sono fuori dal M5S” aveva avvertito il leader dei 5 Stelle dal suo blog.
Il primo caso era stato quello di Valentino Tavolazzi,¬† consigliere comunale di Ferrara, colpevole di aver pianificato una¬† convention a Rimini per discutere dell’organizzazione del Movimento 5¬† stelle. Era marzo 2012, il M5s era in ascesa e due mesi pi√Ļ tardi¬† avrebbe conquistato il primo feudo importante: l’elezione di Federico¬† Pizzarotti a sindaco di Parma. Gi√† allora il clima all’interno appariva¬† teso e i rapporti tra i due leader, Beppe Grillo e Gianroberto¬† Casaleggio, con la base “dissidente” mostravano i primi segni di¬† rottura.
Qualche mese pi√Ļ tardi, a dicembre, il caso di espulsione pi√Ļ celebre. Quello di Giovanni Favia,¬† consigliere regionale in Emilia, allontanato dopo il fuorionda a¬† Piazzapulita in cui denunciava problemi di democrazia all’interno dei¬† cinque stelle. Anzi, secondo Favia, di democrazia non ce n’era neanche¬† l’ombra, perch√© le decisioni spettavano
solo al duo Grillo-Casaleggio.¬† Da allora le “epurazioni” si sono moltiplicate un po’ in tutta Italia,¬† dal nord al sud, senza esclusioni. Da Michele Onofri in Emilia a Marco Giustini a Roma, da Fabrizio Biol√® in Piemonte a Antonio Venturino in Sicilia.
Fonte: La repubblica.it
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