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Categoria | Gossip

Come funziona il Minimale Contributivo per l’accredito della contribuzione dei lavoratori dipendenti

Redazione - Pubblicato il 06 settembre 2016

Il Presidente Antonio Turdò

Il minimale contributivo √® l’importo minimo che deve essere rispettato per permettere l’accredito della contribuzione dei lavoratori dipendenti.

Il¬†minimale contributivo¬†costituisce la¬†retribuzione minima¬†da prendere a base per il calcolo dei contributi previdenziali ed assicurativi che il datore di lavoro deve versare all’ente previdenziale in relazione alla prestazione svolta dal dipendente. Il punto di riferimento normalmente utilizzato per l’individuazione del minimale contributivo √® il¬†contratto collettivo nazionale di lavoro. Le retribuzioni indicate negli altri accordi o nel contratto individuale, infatti, possono costituire il minimale contributivo solo se i relativi importi risultino maggiori di quelli indicati nel CCNL di riferimento.

 

Questo valore, il cd.¬†minimale contrattuale¬†discende dall’articolo 1, comma 1, Dl 338/1989 che ancora la retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale “all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione d’importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo”.

Il minimo dei minimi
A chiusura del sistema, la legge prevede un¬†minimale giornaliero inderogabile¬†che costituisce il¬†minimo dei minimi¬†al di sotto del quale neanche il minimale contrattuale appena indicato pu√≤ scendere. Esso √® costituito dal¬†9,50%¬†dell‚Äôimporto del trattamento minimo mensile di pensione a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1¬į gennaio di ciascun anno (articolo 7, comma 1 del Dl 463/1983). Per il 2016 dato che il trattamento minimo √® pari a¬†501,86 euro¬†al mese, il reddito minimo da assoggettare a contribuzione √® pari a¬†47,68¬†euro al giorno (Circolare Inps 11/2016). Ci√≤ significa che se il lavoratore percepisce, in forza della contrattazione collettiva, una retribuzione giornaliera inferiore a tale valore la contribuzione da versare viene determinata comunque sulla base di un reddito minimo giornaliero di 47,68‚ā¨.

Per quanto riguarda il¬†lavoro part-time¬†il minimo orario da assoggettare a contribuzione discende dall’orario di lavoro settimanale. Nel 2016, nell‚Äôipotesi di orario di 40 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni private), il procedimento del calcolo per determinare la retribuzione minima oraria √® il seguente:¬†‚ā¨¬†47,68 x 6 /40 =¬† ‚ā¨¬†7,15.¬†Qualora, invece, l‚Äôorario normale sia di 36 ore settimanali (ipotesi che ricorre, di norma, per i lavoratori iscritti alle gestioni pubbliche), articolate su cinque giorni, il procedimento del calcolo √® il seguente:¬†‚ā¨ 47,68¬†x 5 /36 =¬† ‚ā¨¬†6,62.

La retribuzione minima per l’accredito di un anno di contribuzione¬†Il minimale contributivo deve essere tenuto distinto dalla¬†retribuzione minima per l’accredito di un anno intero di contributi presso l’Inps.¬†Ai sensi dell’articolo 7, comma 1, della legge 638/1983¬†il limite di retribuzione per l‚Äôaccredito di un anno intero di contributi obbligatori e figurativi per i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria √® fissato nella¬†misura del 40%¬†del trattamento minimo di pensione in vigore al 1¬į gennaio dell‚Äôanno di riferimento. Quindi nel 2016 √® di almeno¬†200,76 euro a settimana¬†e nell’anno di¬†10.440 euro. E ci√≤ significa che per un lavoratore dipendente devono essere versati all’Inps contributi (aliquota del 33% suddivisa tra azienda e diretto interessato) per almeno 66 euro alla settimana e¬†3.438 euro¬†nel corso dell’anno per coprire un anno intero ai fini della pensione.

La presenza del minimale contributivo sopra descritto consente, di regola, nei rapporti di lavoro¬†full time¬†di rispettare sempre tale importo. Ad esempio se un¬†prestatore lavora per 52 settimane l’anno con una retribuzione settimanale pari o superiore a 200,76‚ā¨ avr√† accreditate 52 settimane ai fini del diritto della pensione. Se il rapporto, invece, √® di natura discontinua (come accade nel lavoro part-time) la retribuzione annua percepita pu√≤ comunque non consentire l’accredito di un anno intero di contribuzione ai fini pensionistici. Pur se la retribuzione settimanale supera il minimale contributivo. La riduzione, in questo caso, viene calcolata in misura proporzionale al versato.

Si immagini, ad esempio, un lavoratore in regime di part-time al 50% per tutto l’anno con una retribuzione lorda annua di 7.800 euro. Poich√© la legge vuole che i contributi siano versati almeno su¬†200,76 euro settimanali¬†gli uffici Inps dividono il salario realmente guadagnato e sul quale sono stati pagati i contributi per la cifra settimanale fissa. Il risultato di questa divisione √® che il salario dell’interessato copre solo 39 volte il reddito minimo settimanale di 200,76 euro. E perci√≤ gli uffici accrediteranno solo 39 settimane ai fini del diritto alla pensione.¬†Con il risultato che la persona pur avendo avuto un contratto di una durata pari a 12 mesi ne perde 3 ai fini del diritto alla pensione.

Eccezioni
Appare utile ricordare che sia il minimale contributivo che il meccanismo di riduzione appena descritti non trovano applicazione ai lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, agli operai agricoli, agli apprendisti e ai periodi di¬†servizio militareo equiparato per espressa previsione normativa (articolo 7, co. 5 del¬†decreto legge 463/1983). L’applicazione delle predette regole risulterebbe, infatti, eccessivamente onerosa per tali caregorie di soggetti. In particolare, per quanto riguarda ilavoratori domestici¬†la copertura di un anno intero di contribuzione avviene qualora per ciascuna settimana risulti una contribuzione media corrispondente¬†ad un minimo di 24 ore lavorative¬†(arg.¬†ex¬†art. 10 del Dpr 1403/1971) la cui retribuzione orario risulta fissata, come noto, in via convenzionale. In caso contrario sara’ accreditato un numero di contributi settimanali pari al quoziente, arrotondato per eccesso, che si ottiene dividendo la contribuzione complessiva del predetto trimestre solare per l’importo contributivo corrispondente a 24 ore lavorative

Lavoratori autonomi 
Anche le gestioni speciali dei lavoratori¬†commercianti e artigiani¬†hanno un minimale annuo. Per il 2016 tale valore √® pari a¬†15.548 euro. In queste due gestioni il minimale opera nel senso di determinare la contribuzione minima annua che questi lavoratori devono versare all’Inps¬†anche nel caso in cui l’iscritto produca un reddito inferiore al suddetto minimale. Ad esempio se il lavoratore autonomo produce un reddito di¬†10mila euro annuo¬†costui dovr√† applicare le aliquote contributive previste, pari circa al 23% non sui 10mila euro ma sul minimale di 15.548 euro.

Coloro che esercitano¬†l’attivit√† di affittacamere¬†ed i produttori di assicurazione di terzo e quarto gruppo iscritti alla Gestione dei commercianti, non sono soggetti all’osservanza del minimale annuo di reddito (circolare n. 12 del 22 gennaio 2004); di conseguenza gli stessi sono tenuti al solo versamento dei contributi a percentuale IVS calcolati sull’effettivo reddito, maggiorati dell’importo della contribuzione, dovuta per le prestazioni di maternit√†, pari a ‚ā¨ 0,62 mensili.¬†Un particolare sconto sul minimale √® altres√¨ previsto per coloro che aderiscono al¬†regime forfettario¬†introdotto dalla legge di stabilita’ 190/2014 come di recente modificato dalla legge 208/2015. (cfr:¬†Circolare Inps 35/2016).

Gestione dei Parasubordinati
Anche la¬†gestione separata¬†dell’Inps prevede un minimale contributivo pari a¬†15.548 euro annui¬†(valore 2016). Il sistema del minimale, tuttavia, in questa gestione √® diverso rispetto a quello previsto per gli altri fondi previdenziali dei lavoratori autonomi. L’articolo 2 comma 29 della¬†legge 335/1995¬†prevede, di fatti, che il lavoratore iscritto alla¬†gestione separata¬†ha diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento¬†solo se l’importo corrisposto non √® inferiore a quello calcolato¬†sul minimale di reddito stabilito degli Artigiani e commercianti. In caso di contribuzione anno inferiore ha detto importo, i mesi di assicurazione da accreditare vengono ridotti in proporzione alla somma versata e vengono attribuiti temporalmente al periodo corrispondente a partire da inizio dell’anno solare fino a concorrenza del periodo riconoscibile.

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Esperto dei fondi strutturali e della politica di coesione e di sviluppo  nelle regioni meridionali avendo pianificato progetti di finanziamento a valere sui bandi della 488/92- Patti Territoriali- Legge R.77/2000-Fondi FESR- Legge 215/92.

 

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