Un reporter del New York Times
racconta la vita alla Casa Bianca
e le dispute tra la first lady e Rahm Emanuel: lui le vietò di partecipare al meeting mattutino
La Michelle Obama del gennaio 2012 è una esperta e affascinante promotrice di nobili campagne, come l’aiuto alle famiglie dei militari, o la lotta contro l’obesità infantile e a favore del cibo sano, e svolge un abile ruolo a favore della rielezione di suo marito. È anche una moglie affettuosa e solidale, ma a volte, afferma la Kantor, è anche ansiosa, diffidente del comune pensiero politico, ma «è una figura innovativa, che ha effettivamente sentito il peso e le opportunità di essere la prima afro-americana nella sua posizione e una First Lady che ha lavorato per rendere il suo ruolo più effettivo». Caratteristiche che l’hanno portata a confronti anche aspri all’interno della Casa Bianca. Ad esempio come quello con l’ex capo di gabinetto di Obama, Rahm Emanuel, che secondo quanto riferisce la giornalista arrivò anche a presentare le dimissioni, che il presidente respinse. In particolare in un momento estremamente delicato per il passaggio della riforma sanitaria fortemente voluta da Barack Obama, quando il partito democratico perse un cruciale seggio al Senato.
Michelle «prese la sconfitta in maniera molto più dura» di quanto non fece il marito e le critiche che avanzò nei confronti dei collaboratori del presidente irritarono profondamente Emanuel, che ha infine lasciato l’amministrazione Obama per diventare sindaco di Chicago. Un altro episodio raccontato nel libro riguarda l’ex portavoce e consigliere presidenziale Robert Gibbs, che si sarebbe infuriato dopo aver appreso che Michelle era preoccupata per come aveva gestito una situazione delicata che la riguardava da vicino. Ovvero la pubblicazione di un libro in cui si affermava che la First Lady aveva confidato alla Premiere Dame di Francia Carla Bruni di considerare «un inferno» la sua vita alla Casa Bianca. Per scrivere le 329 pagine di ’The Obamas’, la Kantor riferisce di aver intervistato oltre 200 persone, tra cui 33 funzionari o ex funzionari della Casa Bianca, parlamentari, amici, parenti, e ex vicini della First Family. Ma non direttamente il presidente e sua moglie. Un aspetto sottolineato nel commento al libro del portavoce della Casa Bianca Eric Shultz, secondo cui si tratta di racconti «di seconda mano», comuni ad ogni amministrazione nella storia politica moderna e «spesso esagerati».










