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Categoria | Esteri

Una grande sfida: Valorizzare i fondi stutturali europei 2014-2020

Redazione - Pubblicato il 30 marzo 2014

Oggi tutti noi ci rendiamo conto che mandare in Europa dei sig. Nessuno , con le ridotte capacità conoscitive, anzi in alcuni casi nessuna conoscenza, come è successo alle ultime parlamentarie, può fare dei grossi danni alle Regioni, Province e Comuni., ma soprattutto a noi cittadini, imprese ed operatori economici.

Rimane per me storica la papera di un Consigliere Regionale abruzzese che non distingueva i Fondi FERS dai Fondi Feoga.

Oggi il mondo delle Imprese capisce e si rende conto sempre di pìù che per il loro futro è importante avere un interlocutore che vada a Bruxelles per fare ma anche per conoscere e riportare nel territorio meridionale e non solo questa conoscenza in modo che diventi patrimonio di tutti, enti locali, imprese e loro consulenti.

Nel complesso la politica di coesione riformata permetterà di mobilitare fino a 351,8  miliardi di euro, destinati alle regioni e alle città dell’UE e all’economia reale. È principalmente tramite questo strumento d’investimento che l’Unione realizzerà gli obiettivi della strategia Europa 2020: crescita e occupazione, lotta contro i cambiamenti climatici e riduzione della dipendenza energetica, della povertà e dell’esclusione sociale. Il Fondo europeo di sviluppo regionale concorrerà alla realizzazione di questi obiettivi indirizzando le proprie risorse verso priorità fondamentali, quali il sostegno per le piccole e medie imprese, con l’obiettivo di raddoppiare i fondi da 70 a 140 miliardi di euro in 7 anni. Tutti i fondi strutturali e d’investimento europei saranno maggiormente orientati ai risultati e avranno una nuova riserva di efficacia e efficienza che incentiverà la qualità dei progetti. Infine, l’efficienza del Fondo di coesione e dei fondi per lo sviluppo rurale e per la pesca sarà collegata alla governance economica in modo da incentivare gli Stati membri a dare seguito alle raccomandazioni dell’UE nel quadro del semestre europeo.

Accordi di partenariato

Il regolamento stabilisce che ciascun Stato membro presenterà il proprio accordo di partenariato (AP) alla Commissione entro quattro mesi dall’entrata in vigore del presente regolamento.

La Commissione a sua volta potrà formulare osservazioni entro tre mesi dalla data di presentazione dell’accordo di partenariato da parte dello Stato membro e adotterà l’accordo non oltre quattro mesi dalla sua presentazione, a condizione che lo Stato membro abbia tenuto debitamente conto delle osservazioni della Commissione.

Di norma quindi gli accordi di partenariato dovrebbero essere adottati al massimo entro la fine del mese di agosto 2014.

Programmi operativi

Il regolamento stabilisce che gli Stati membri presenteranno i programmi operativi (PO) al massimo entro tre mesi dalla presentazione dell’accordo di partenariato.

La Commissione potrà formulare osservazioni entro tre mesi dalla data di presentazione del programma operativo e procederà alla sua adozione non oltre sei mesi dalla data di presentazione, a condizione che lo Stato membro abbia tenuto debitamente conto delle osservazioni della Commissione.

Di norma quindi i programma operativi dovrebbero essere adottati al massimo entro la fine del mese di gennaio 2015.

Il Presidente Antonio Turdò

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