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Categoria | Esteri

PER FARE GLI OCCHIALI CI VUOLE IL LEGNO

Redazione - Pubblicato il 23 aprile 2015

Paloosca

PER FARE GLI OCCHIALI CI VUOLE IL LEGNO

by  | apr 10, 2015  di Andrea Beato

Luigi Pasquini è in primis un cultore: l’occhiale, in ogni sua declinazione, è oggetto che lo affascina da sempre. «Avrei voluto – confessa in apertura d’intervista – portarli fin da bambino, anche solo per il gusto di maneggiarli, custodirli e vedere il mio viso “trasformato”». Cresciuto, non riesce però a trovare il prodotto in grado di soddisfarlo pienamente. Ed ecco che nasce l’idea di unire passione, competenze acquisite sul banco di scuola, l’Istituto d’arte, e il know how dell’azienda familiare. Sì, perché papà Carlo è titolare di Art Arredo, attività specializzata in arredamenti artigianali e commerciali con sede in Contrada Villa Andreoli, a Lanciano (Chieti). Qui, adiacente al grande spazio espositivo, c’è il laboratorio, una vera e propria falegnameria su misura, dove Pasquini junior traduce in pratica la sua intuizione. Qual è? «Tre anni fa – racconta – ho iniziato a buttare giù i primi schizzi, le basi per costruire degli occhiali da sole, con montatura in legno, totalmente fatti a mano». Allóra una novità assoluta, oggi, nel settore, una tendenza dilagante. «Il brand è Paloosca, riadattando il soprannome affidatomi da alcuni amici, e, attualmente, i modelli ufficiali sono quattro. Quattro in base alla forma delle lenti (tonde, occhi di gatto, squadrate, a goccia) e realizzabili in noce canaletto, wengé ed ebano». Molte le particolarità, a cominciare dallo spessore, sottilissimo, e dalla disposizione dei fogli di impiallacciatura che formano la struttura portante, rendendola resistente e flessibile al tempo stesso. «E poi il disegno “spezzato”, con la barra in acciaio inox che collega le due componenti principali, il packaging in cartone ondulato, fornito da Kubedesign… Non è un articolo classico, che va incontro ai gusti dei più. Si rivolge a un preciso target di consumatori, dai 15 ai 45 anni d’età, interessato al “green” e consapevole che “hand made” significa vero valore aggiunto». Ogni pezzo richiede cinque ore di lavoro per essere completato e raggiunge un peso di 8,5 grammi, più leggero di un esemplare in celluloide. «Dietro c’è molta sperimentazione, per capire e sfruttare i diversi fattori tecnici. Da questo punto di vista, devo ringraziare Ottica Castiglione per i preziosi consigli e l’aiuto fornitomi. Un ulteriore grazie va a Lorenzo Lanci (vi ricorda qualcosa? La copertina del numero novembre/dicembre 2014 di Abruzzo Magazine!), amico e giovane imprenditore nel campo dell’abbigliamento con il marchio Wearcare. Lui ha creduto fin da subito nel progetto, e continua a farlo». Non a caso, gli occhiali di Pasquini sono esposti e venduti all’interno dello store pescarese di Piazza Duca d’Aosta. «Per ora è l’unico negozio dove si possono trovare. L’altra via è facendone richiesta attraverso i canali Web». Con i social network le richieste sono cresciute, con contatti da Milano, Bari e dalle vicine Marche… «Ho 22 anni – precisa -, sono iscritto al Corso di Ingegneria delle Costruzioni dell’Università d’Annunzio. Con Paloosca non voglio fare l’errore di compiere il passo più lungo della gamba. È un’attività che richiede tempo e un alto livello di personalizzazione. Nel cassetto ho già più di settanta prototipi sviluppati, ma, al momento, la mia intenzione è di non accelerare i ritmi. La qualità per fare qualcosa di unico conta più di tutto!».

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