Il centro della capitale blindato, bloccati gli accessi alla Piazza Rossa. Manifestazioni in tutto il Paese, allerta anche per un corteo di ultras nazionalisti del calcio. La commissione elettorale ha ufficializzato la vittoria di Russia Unita. Solo qualche tafferuglio e bandiere del partito putiniano bruciateÂ
 (afp)
MOSCA - Sono ben oltre il previsto i manifestanti scesi in piazza a Mosca per protestare contro le frodi denunciate nel corso delle ultime elezioni per il rinnovo della Duma. Gli organizzatori affermano che i partecipanti sono stati tra i 50 mila e gli 80 mila, superiori ai 30 mila autorizzati dal Comune. Sarebbero 25 mila secondo le fonti della polizia.
Le forze della polizia hanno blindato il centro della città , chiudendo la Piazza Rossa. Ma la manifestazione, il cui cuore è stata piazza Balotnaja (delle Paludi), a due passi dal Cremlino, si è svolta senza disordini, come annunciato dagli organizzatori. Solo qualche tafferuglio e bandiere del partito putiniano bruciate. Uno dei leader della protesta, l’ex deputato Vladimir Rizhkov, ha già annunciato che il 24 dicembre si svolgerà una nuova manifestazione, assicurando che sarà “due volte più grande” di quella di oggi. I dimostranti, secondo quanto pubblicato sul sito di Garry Kasparov, l’ex campione di scacchi diventato ora uno dei principali oppositori del governo russo, chiedono il rilascio di tutti i prigionieri politici, la dichiarazione che i risultati delle elezioni parlamentari non sono da considerarsi validi, le dimissioni dell’attuale presidente della commissione elettorale Vladimir Churov, un’inchiesta su tutte le denunce di brogli con l’assunzione di provvedimentiÂ
punitivi per i responsabili e, infine, la possibilità che tutti i partiti dell’opposizione possano partecipare a nuove elezioni, veramente democratiche.
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Allerta nazionale. Oltre a quello di Mosca, sono stati organizzati cortei in 46 città del Paese. A San Pietroburgo la polizia ha stimato 10 mila partecipanti, che si sono radunati in centro, in piazza Pionnierskaïa. Sempre a Sanpietroburgo sono intervenuti membri delle unità antisommossa Omon per disperdere una manifestazione per la quale non era stata concessa alcuna autorizzazione. Una decina circa di manifestanti è stata arrestata. Altri arresti anche in altre città della Federazione russa, a Perm negli Urali e a Khabarovsk.Â
I primi cortei già si sono svolti nell’Estremo Oriente. In Siberia in 3.500 hanno manifestato a Krasnoyars, altri 1.500 a Tomsk, 500 a Vladivostok. A Khabarovsk, vicino al confine con la Cina, sono stati fermati una ventina di manifestanti che avevano violato il divieto di scendere in strada per radunarsi sulla Piazza Lenin. Raduni anche nella città industriale di Chelyabinsk (5.000 persone), a Ekaterinburg, sugli Urali (4.000).
L’allerta continua nella capitale perché è attesa per domani una manifestazione di ultras nazionalisti del calcio, che potrebbe incendiare l’atmosfera.
Lo scenario. Oggi la Commissione elettorale centrale ha ufficializzato la vittoria del partito di governo Russia Unita alle elezioni con il 49,3% delle preferenze, e la rabbia di molti è palpabile. Secondo i sociologi il calo di consensi per Putin è iniziato ad aumentare dopo il suo annuncio di volere tornare al Cremlino nelle presidenziali di marzo. Ma piuttosto che affrontare le radici del malessere in patria, il premier ha preferito trovare capri espiatori all’estero. Così ha accusato con durezza gli Stati Uniti di aver fomentato il clima di tensione con le loro critiche al voto russo, riportando i rapporti tra i due paesi a toni da Guerra Fredda.
Spaccatura nei media. Giallo sulle prime spaccature all’interno delle tv vicine al Cremlino per la copertura delle proteste anti-Putin. Secondo il quotidiano Kommersant, il giornalista Alexei Pivovarov di Ntv – di proprietà del colosso statale del gas Gazprom – avrebbe rifiutato di presentare il tg serale se non si fosse data notizia della manifestazione a Mosca. Secca la smentita dell’emittente, che peraltro ha una sua troupe a piazza Balotnaja. Il presidente della tv, Maria Bezborodova, ha dichiarato di aver “parlato con Alexei al telefono” e ha assicurato che il conduttore “sarà al lavoro regolarmente. In quello che è stato scritto non c’è nulla di vero”.
Le tv statali hanno iniziato a coprire le proteste esplose all’indomani delle elezioni con circa quattro giorni di ritardo e in modo fazioso e parziale. Oggi molti appartamenti intorno alla piazza della manifestazione a Mosca sono stati affittati alle emittenti tv e radio per seguire in diretta l’evento.
Il blogger. La piazza di Mosca ha ringraziato Aleksei Navalnygi, il blogger assente fisicamente ma sempre vicino ai dimostranti, colui che “è stato maggiormente responsabile della straordinaria esplosione di attivismo anti-governativo nell’ultima settimana”, si legge sul New York Times, e che nei giorni scorsi è stato condannato a due settimane di prigione per resistenza alle forze dell’ordine. Lo stesso New York Times ha dedicato all’attivista 35enne il “profilo del sabato”.Â
Fonte: La Repubblica.it









