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Categoria | Esteri

Atessa, Tares: Forza Nuova lancia la rivolta fiscale

Redazione - Pubblicato il 08 gennaio 2014

Atessa, Tares: Forza Nuova lancia la rivolta fiscale

Sacchi di carbone della Befana davanti al palazzo del Comune

ATESSA. A dare il via alla rivolta fiscale ad Atessa è stata la Befana di Forza Nuova che, nella notte del 6 gennaio, ha lasciato davanti al portone del municipio due sacchi di cenere e carbone indirizzati all’amministrazione comunale. «Lanciamo la rivolta fiscale sulla Tares della sospensione del pagamento», spiega in una nota il partito di estrema destra, «che proseguirĂ  fino a quando governo e comune non daranno inizio ad una revisione a ribasso delle tariffe e soprattutto ad una chiara, trasparente e dettagliata conversione di tali introiti a concreti servizi ai cittadini; condizioni che saranno poste anche sull’applicazione della Imposta Unica Comunale. «Lo Stato italiano taglia i trasferimenti dei fondi ai Comuni, ma impone ad essi, con la complicitĂ  di amministratori incapaci e insensibili come quelli di Atessa, una tassa pesantissima ed ingiusta, dalla quale pretende senza alcuna vergogna persino una quota di 0,30 €/mq. La Tares prevede aumenti fino al 600% e colpisce le famiglie povere, numerose e con disabili; punisce la piccola impresa e salvaguarda le banche e la grande industria; non risparmia le abitazioni senza residenti; prevede le stesse tariffe, e in alcuni casi maggiorazioni, per gli abitanti delle contrade che non hanno il servizio di raccolta rifiuti, dell’ illuminazione pubblica e della manutenzione stradale». «La Tares», va avanti Forza Nuova, «è l’ennesima stangata che va ad aggiungersi ad una asfissiante pressione fiscale che sta generando solo disoccupazione, chiusura di imprese, povertĂ  diffusa e suicidi. Una pressione fiscale di cui il cittadino non viene ripagato con servizi adeguati. E allora dove vanno a finire i nostri soldi? Difatti, mentre la sicurezza stradale, i servizi socio-sanitari e scolastici restano tra i peggiori d’Europa, il nostro paese primeggia nel finanziare le missioni militari all’estero, l’accoglienza e il sostentamento degli immigrati, i costi e gli sprechi della casta e la copertura di un debito pubblico che non avrĂ  mai fine a causa della truffa del signoraggio bancario».

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