Il segretario del Pd incoronato ieri, incontra Epifani e Cuperlo (ma non Civati) al Nazareno e annuncia la sua squadra: dodici nomi, cinque uomini e sette donne, età media 35 anni. Poi faccia a faccia con il premier Letta. Napolitano si complimenta: “Ti attende un impegno importante”
Roma: Matteo Renzi non perde tempo. Il nuovo segretario del Pd, eletto con il 68% dei voti, non aspetta la consacrazione dell’assemblea nazionale, quando diventerà  ufficialmente il nuovo segretario, e sbarca oggi a Roma per riunire la  propria squadra nuova di zecca,  composta da sette donne e cinque uomini. Età media 35 anni. E non toscanocentrica, ma geograficamente ben rappresentata.
Renzi è arrivato nel primo pomeriggio alla sede del partito e ha incontrato il predecessore Guglielmo Epifani e lo sfidante Gianni Cuperlo, prima di presentare la nuova segreteria in una conferenza stampa al Nazareno. Alla mini-riunione non ha partecipato Pippo Civati, che ammette di non essere stato informato: “Non m’han detto nulla. Peccato. Iniziamo bene”.
L’agenda del neosegretario ha previsto, dopo la presentazione della squadra, un faccia a faccia con il premier Enrico Letta a Palazzo Chigi durato circa un’ora e mezza, al termine del quale Renzi è andato via dall’uscita posteriore senza lasciare battute. Palazzo Chigi ha poi diffuso una scarna dichiarazione congiunta: “Un incontro lungo, positivo e fruttuoso che conferma il nostro comune impegno. Lavoreremo bene insieme”. E ha postato su Twitter la foto dei due: volti sorridenti, Letta in maniche di camicia e Renzi in completo scuro:
La nuova squadra. “2 milioni e 900mila votanti”. E’ questa la cifra comunicata dal segretario uscente Guglielmo Epifani sulla partecipazione alle primarie all’apertura della conferenza stampa, che comincia un po’ in ritardo, intorno alle 16. Poi prende la parola Renzi: “Nell’autonomia del mio ruolo ho chiesto a 12 persone di darmi una mano nella segreteria: cinque uomini e sette donne. Sulla base del noto principio per cui le pari opportunità non vanno bene, ce ne vuole una in più”. Ed ecco la squadra: Luca Lotti sarà il responsabile dell’organizzazione, Filippo Taddei all’economia, Stefano Bonaccini agli enti locali, Francesco Nicodemo alla comunicazione, Davide Faraone a welfare e scuola, Maria Elena Boschi alle riforme, Marianna Madia al lavoro, Federica Mogherini all’Europa, Debora  Serracchiani alle infrastrutture, Chiara Braga all’ambiente, Alessia Morani alla giustizia, Pina Picierno alla legalità e Sud, Lorenzo  Guerini, portavoce della segreteria.
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Nessun braccio di ferro con parlamentari Pd. Poi Renzi risponde alle domande dei giornalisti. “Non c’è un braccio di ferro coi gruppi parlamentari del partito – assicura – Due milioni e novecentomila persone si sono espresse”.  “Io- aggiunge- do per scontato che vogliano la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto, il risparmio di spesa per 1 miliardo. Non farlo sarebbe contraddire le scelte che vengono dalla base. Per questo non sono preoccupato per tensioni che vengono dai gruppi parlamentari”.
Sull’ipotesi di togliere la fiducia al governo Letta, il segretario afferma: “Non è un tema all’ordine del giorno”. Quanto al rischio di divisioni nel partito, aggiunge: “Cuperlo ha detto cose belle, lavoreremo insieme, non c’è rischio per l’unità del partito, lavoriamo insieme perché i risultati arrivino”.
Ribadisce poi che la riforma della legge elettorale è una priorità per il Pd: “Dobbiamo uscire dalla logica del rinvio e fare le cose che servono”.
I messaggi di auguri, da Napolitano ai sindacati. In mattinata il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso in una telefonata i suoi complimenti e auguri a Renzi, per il successo riportato nelle primarie del Partito democratico e per l’importante impegno che l’attende.
Congratulazioni al neosegretario anche dalla Cgil. Susanna Camusso gli ha inviato un messaggio: “Nella Cgil, se vorrai e se saprai rispettarne il ruolo di rappresentanza di lavoratori e pensionati, troverai un interlocutore forte, autonomo, propositivo che saprà dialogare ed esprimere sempre con trasparenza e chiarezza le divergenze come il consenso”. E pure Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, si dichiara “pronto al confronto”. Sarcastico invece il commento di Giovanni Centrella, leader Ugl: “In democrazia gli auguri non si negano a nessuno e perché bisogna sapersi confrontarsi con tutti, persino con chi ci critica e ci vuole eliminare”.
Entusiastico il commento di Gianni Pittella, candidato anche lui alla segreteria ma eliminato al primo turno: “Ieri si è chiuso un ventennio. Il Partito democratico di Renzi andrà all’attacco, impegnando il governo ad attuare finalmente la nostra agenda”. Il leader di Sel Nichi Vendola, invece, nel fare gli auguri a Renzi, lo ha messo in guardia: “L’ostacolo principale che hai di fronte è il governo delle ‘piccole-grandi intese’, che sembra un riassunto delle cose non belle della Prima e della Seconda Repubblica messe insieme”. E Lorenzo Cesa, segretario Udc, ha detto: “Renzi ha vinto la sua battaglia, ora però non apra un altro fronte, quello con il governo guidato dall’esponente del suo partito Enrico Letta”.
Fonte: La repubblica.it