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Categoria | Economia

Bruxelles taglia i costi di bancomat e carte, ma le banche dicono no!

Redazione - Pubblicato il 01 marzo 2014

La sede del Parlamento Europeo

Bruxelles taglia i costi di bancomat e carte.Le banche si oppongono, rischi di rincari

Il Parlamento europeo verso un limite alle commissioni interbancarie fisso per tutti: lo 0,3% per le carte di credito, lo 0,2% per i bancomat. Ma si leva il coro di chi vede un effetto boomberang: dall’Abi ai Consumatori, si teme che gli operatori scarichino sui clienti i mancati incassi con nuovi costi

di ANDREA GRECO

MILANO - Il Parlamento europeo impone un tetto alle tariffe che le banche applicano ai pagamenti con carte di credito e di debito (Pos), ma i consumatori si dividono, le banche li spalleggiano e gli operatori – come Mastercard – promettono un paradossale aumento dei costi. Sembra il mondo all’incontrario. Il Parlamento europeo, da anni alle prese con la vicenda e in contenzioso con gli operatori, ha approvato a larga maggioranza il primo ok al taglio delle “tariffe interbancarie”, quei costi intermedi che i consumatori ignorano (sono quelli che la loro banca applica alla banca del commerciante in caso di transazioni elettroniche) ma che si scaricano sugli esercenti, e spesso sugli utenti finali.

Tagli alle tariffe, mercato da 10 miliardi. Per livellare i mercati e la concorrenza a riguardo, diffondere l’utilizzo della moneta non cartacea e mettere fine ad anni di accuse antitrust e procedimenti, la Commissione economica ha appoggiato la proposta della Commissione Ue, che propone di tagliare tutte le commissioni interbancarie allo 0,3% della transazione per le carte di credito, e allo 0,2% per i bancomat (fino ad un massimo di 7 centesimi). Questi limiti, una volta in vigore, si applicheranno sia alle transazioni domestiche che a quelle transnazionali. Ora solo il Parlamento in plenaria dovrà pronunciarsi, e il voto è atteso “in una prossima sessione”, riporta la nota ufficiale. Tuttavia la delicatezza della questione, che riguarda un mercato del valore di 10 miliardi l’anno (a tanto ammontano le tariffe interbancarie annue in Europa) potrebbe slittare al semestre che inizia il 7 luglio, quello della presidenza italiana. Secondo i promotori dell’iniziativa del Parlamento e della Commissione, abbassando i costi delle banche si abbasseranno anche quelli per i consumatori. E’ su questa linea Christian Verschueren, dell’associazione EuroCommerce: “E’ un grande risultato, che una volta in vigore abbasserà le commissioni e i prezzi europei, con grandi benefici per esercenti e consumatori”.

Ma per l’Abi i costi possono aumentare. Ma non tutti sono felici di quanto si prepara a Bruxelles. Così Rita Camporeale, responsabile Sistemi e Servizi di pagamento dell’Abi: “Se per Bruxelles sono negative per la concorrenza, l’Abi ritiene piuttosto che, senza le commissioni interbancarie, il costo delle carte di pagamento rischi di aumentare, a discapito dei possessori. Per questo speriamo che la Commissione non voglia eliminarle o ridurle”. Antonio Longo, presidente del Movimento dei consumatori, ha detto: “Ci auguriamo che il Parlamento si ravveda, perché per mantenere sicuro il sistema dei pagamenti elettronici è molto probabile che i costi annui delle carte aumenteranno, e a pagare quei costi non saranno certo i commercianti né le banche, ma i consumatori”. Lo scarico a valle di questi prezzi imposti è già avvenuto altrove: “E’ già successo – aggiunge Longo – in Spagna, Usa e Australia: in passato hanno ridotto le tariffe sui pagamenti elettronici, salvo tornare sui propri passi a causa del lievitare dei costi per i cittadini”. Per Mdc la direttiva Ue è “sicuramente condivisibile nelle finalità ma dimentica aspetti fondamentali: 1) le economie Eurozona sono molto diverse tra loro e fissare un tetto unico è forzato; 2) non esiste uno studio che valuti l’impatto della misura nelle singole economie domestiche; 3) i commercianti, grandi beneficiari del provvedimento visto che per loro i costi si abbasseranno per davvero, non trasferiranno sui prezzi finali il risparmio”. Su simili posizioni sono le associazioni Codacons, Codici e Confconsumatori.

Visa e Mastercard le più colpite. La normativa in gestazione colpisce soprattutto Visa e Mastercard, che hanno schemi di pagamento basati su tariffe interbancarie, e risparmia America Express, Diners e Paypal che hanno invece modelli diversi. E Mastercard, che con Visa è leader del mercato europeo dei pagamenti, s’è detta “profondamente preoccupata dalla decisione di mantenere l’approccio one-size-fits-all nelle tariffe interbancarie in tutta Europa. La decisione di fissare un tetto rigido non è basata su dati o metodologia chiari e soprattutto è probabile che faccia lievitare i costi delle carte di credito per i consumatori”. Il rischio paventato, e già effettivamente occorso in Spagna, è che gli operatori aumentino i canoni annuali del denaro plastificato, per rientrare delle minori commissioni.

I costi in Italia. Non è ancora chiaro, in prospettiva, quel che accadrà in Italia. Dove il Pagobancomat costa 0,11 euro più una componente variabile dello 0,1542% a transazione, e le carte di credito hanno costi molto variabili, secondo gli operatori, i plafond e i servizi offerti. Difficile avere valori trasparenti quindi, ma l’anno scorso emerse che la commissione interbancaria media (Mif) in 10 paesi tra cui l’Italia, per il leader Visa, erano tra lo 0,5% e lo 0,7% della transazione. Proprio il grande operatore che cura circa il 40% dei pagamenti elettronici continentali si era impegnata, in quell’occasione, a ridurre sensibilmente i costi, forse in seguito all’indagine dell’Antitrust europeo del luglio 2012, per le preoccupazioni che la posizione dominante potesse influire sui prezzi imposti. In Italia le dimensioni ridotte delle aziende, la pratica dell’evasione fiscale e il rigoglio dell’economia criminale tengono alto l’uso del contante: l’86% delle transazioni italiane è cash, rispetto al 59% della media europea, sebbene nel 2012 gli acquisti con carte siano aumentati del 10% a 135 miliardi (2.350 euro per persona, dai 2.180 euro dell’anno prima.

 

 

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