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Categoria | Cultura

Il 2 giugno 1981 muore Rino Gaetano, il figlio unico della canzone italiana

Redazione - Pubblicato il 02 giugno 2014

RINO GAETANO,via Nomentana 2 giugno 1981,la fine della vita,l’inizio del Mito.

Notte del 2 giugno 1981,una Roma sonnolenta è svegliata da un forte botto nella via Nomentana.Una Volvo 343 si schianta contro un camion,il conducente è gravissimo, muore in ospedale per le gravissime ferite,a pochi giorni dalla data del suo matrimonio. Il conducente  si chiama Salvatore Antonio Gaetano,nato a Crotone il 29 ottobre 1950,professione cantautore. Sono passati tre decenni dalla scomparsa e Rino Gaetano vive nella grandezza della Musica. I suoi esordi al Folkstudio di Roma tra Venditti e De Gregori e la fucina di talenti  della scuderia discografica della “It” di Vincenzo  Micocci,sono i primi passi per un ragazzo calabrese che nel 1973,anni in cui il pop melodico e poetico italiano degli Alunni del Sole ,divideva gli scenari con il Prog di Pfm,Osanna,Banco del Mutuo Soccorso,Orme ed i primi vagiti dei cantautori. Il suo primo album “Ingresso libero” nel 1974,contiene perle come “Ad esempio a me piace il sud” e “I tuoi occhi sono pieni di sale” ,ma il successo arriva l’anno successivo con il 45 giri “Il cielo è sempre piĂą blu”. Il suo modo di cantare è in antitesi con lo stile di interpreti classici quali Al Bano,Nicola Di Bari,Gianni Morandi,la sua intonazione non è delle migliori,ma la sua forza sono i testi,il suo modo un po’  “spiancicato” del mostrarsi,Rino Gaetano trasuda anima ,ironia,leggera protesta verso una societĂ  italiana che attraversa gli anni del compromesso storico,di post strategia della tensione,del perdersi tra le righe del sessantotto,in una crisi entrante nell’austerity delle domeniche senza auto .Anni bui per l’Italia,le sue canzoni iniziano ad avere una grande presa tra i giovani “« C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anzichĂ© averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta. ».Queste erano le parole pronunciate prima di un concerto negli anni della sua massima notorietĂ . Il successo arriva  nel 1978 con la ribalta del Festival di Sanremo,”Gianna” conquista il podio,dietro Matia Bazar ed Anna Oxa,mostri sacri della musica italiana di quei tempi,ma diventa dirompente con “Nuntereggae più”,una canzone in stile con la musica di Bob Marley che spopolava  quell’anno ed un testo che era un lungo elenco di nomi di personaggi,di uomini politici,dello sport e dello spettacolo che allora erano sulle prime pagine dei giornali .Il tempo inesorabile è come un fiume che scava il letto,è inutile perdersi in elogi ed elegie per un artista,anche il senso dell’Arte può essere ribaltato,quando gli estetismi diventano parole,cappello a cilindro,un cane a guinzaglio ed un viso non da rock star. Rino Gaetano era tutto questo,vero,originale,andava dritto al senso delle cose.Il cantautore colpiva per il suo modo di essere,un corpo estraneo ,diverso dai politici  Guccini,Lolli,dei romani De Gregori,Venditti,dal sentimentale Baglioni.Lui cantava di sud,di viole che sfiorivano,di operai della Fiat ,di paesaggi e luoghi,di stanze,di contadini,di zappe,di vanghe. Nulla resta di fisico,ma tantissimo rimane nell’aria,nel cielo sempre piĂą blu,perchĂ© mio fratello è figlio unico,l’arte,la musica,le emozioni di Rino Gaetano sono sempre lì,da cogliere ,ma senza occhi pieni di sale. 2 giugno 1981,via Nomentana Roma,una Volvo 343 si schianta contro un camion…..
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