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Categoria | Cultura

Facebook, class action da utenti « Monitora i messaggi privati»

Redazione - Pubblicato il 05 gennaio 2014

I messaggi diretti di Fb che contengono link sarebbero monitorati da Menlo ParkI messaggi diretti di Fb che contengono link sarebbero monitorati da Menlo Park

La causa depositata in California. Il social network è accusato di leggere   le conversazioni che contengono link

Facebook, class action da utenti « Monitora i messaggi privati»

La causa depositata in California. Il social network è accusato di leggere   le conversazioni che contengono link

Facebook si trova a fare i conti con una class action americana. L’accusa è di monitorare i messaggi privati dei suoi utenti vendendone i relativi dati agli inserzionisti.

MILIONI DI PERSONE DANNEGGIATE – A lanciare il provvedimento legale sono stati due utilizzatori statunitensi del social network, Matthew Campbell dall’Arkansas e Michael Hurley dall’Oregon, secondo cui quando un utente condivide un link a un altro sito Internet attraverso un messaggio privato, quell’informazione viene registrata dal gruppo contribuendo a definire il profilo dell’attività sul web del mittente. I due hanno lanciato una class action in nome di tutti gli utenti di Facebook negli Stati Uniti che condividono link con amici via messaggi privati. Secondo loro ad essere coinvolte sono milioni di persone, visto che negli Usa sono oltre 166 i milioni di iscritti al gruppo di Mark Zuckerberg. Nella causa depositata in un tribunale del nord della California, si legge che Facebook  non dice la verità nel momento in cui offre un servizio di messaggi privati. Con essi infatti gli utenti credono di comunicare attraverso un servizio privo di sorveglianza e che quindi li spinge a rivelare fatti che rimarrebbero segreti se sapessero che il relativo contenuto è monitorato.

IL RISARCIMENTO – Facebook ha commentato dicendo che le accuse «sono senza merito». La società punta a «difendersi con forza». I querelanti sperano di ottenere 100 dollari per ogni giorno di presunta violazione della privacy o 10.000 dollari per ogni utente che sostiene di essere toccato da una simile prassi.

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