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Categoria | Cronaca

Serie B, sesta giornata: Il Lanciano pareggia in casa con lo Spezia

Redazione - Pubblicato il 03 ottobre 2015

I tifosi della Virtus Lanciano

Poker Ascoli e Vicenza, il Bari ribalta il risultato. Novara ultimo in classifica, scende l’Avellino

Il Cesena aggancia la carovana dei primi (dove staziona anche il Crotone dopo lo show nell’anticipo) battendo di misura il Livorno. Vicenza e Ascoli calano il poker, il Bari vince in rimonta, mentre il Modena si salva con Stanco. Il Cagliari rimane in dieci già nel primo tempo, così il Pescara può approfittarne e fermare la corsa dei sardi. Resta in inferiorità – addirittura in nove – anche la Pro Vercelli, sotto di un gol. Bene la Ternana, che vince 2-0 e lascia il Novara sul fondo. Lanciano-Spezia termina a reti bianche.

AVELLINO-VICENZA 1-4 — Marcatori: Gatto (V) su rigore al 18′, Trotta (A) al 25′, Galano (V) al 33′, autorete di Biraschi (A) al 45′ p.t.; Giacomelli (V) al 9′ s.t. Un Avellino imbarazzante e in piena crisi di risultati cade clamorosamente in casa sotto i colpi di un Vicenza cinico e spietato nonostante l’emergenza per gli infortuni. Dopo 45′ di gioco la gara è già in ghiaccio per i veneti in vantaggio per 3-1, nella ripresa poi il netto predominio del Vicenza si rafforza ulteriormente. Sotto accusa le scelte di Tesser che conferma il 3-5-2 già visto a Bari, ma in difesa gli irpini fanno acqua da tutte le parti, Marino con il suo irrinunciabile 4-3-3 ringrazia per le praterie che si aprono specie a centrocampo. E così dopo una fase iniziale di studio, al 13′ il Vicenza già sfiora il vantaggio con Giacomelli che da oltre 30 metri scaglia un gran destro che colpisce in pieno la traversa. I veneti non si perdono d’animo e al 17′ Giron ingenuamente ostacola Gatto in area, per il signor Saia è rigore. Dal dischetto lo stesso Gatto non sbaglia e realizza lo 0-1. L’Avellino, però, reagisce e al 25′ pareggia i conti: sul cross di Giron, Trotta in area si gira splendidamente e di sinistro mette alle spalle di Marcone (in campo al posto di Vigorito che si fa male durante il riscaldamento). Il Vicenza non accusa il colpo e al 33′ passa nuovamente. Galano dal limite spara in porta, Ligi ribatte, la sfera carambola fortunosamente sullo stesso Galano che si ritrova davanti la porta e non sbaglia. 1-2 e Vicenza di nuovo avanti. L’Avellino prova a rispondere con Tavano, ma il suo colpo di testa non è preciso. Sul finire del tempo arriva anche il tris: Gatto dalla destra crossa al centro, Raicevic prova ad anticipare Biraschi ma è lo stesso difensore a mettere alle spalle del suo portiere. Autorete e 1-3, un’ipoteca sul match. Che arriva prontamente nella ripresa dopo 9′ quando Giacomelli con una punizione perfetta beffa Frattali. 1-4 e notte fonda per l’Avellino che viene subissato dai fischi e cori di contestazione dei propri tifosi. Irpini penultimi in classifica a quota 4 punti con l’allenatore Tesser in bilico. Il Vicenza più forte degli infortuni sale a quota 10 confermandosi squadra cinica e combattiva. (Domenico Zappella)
BRESCIA-MODENA: 2-2 — Marcatori: 25′ Marzorati (aut), 35′ Stanco (M), 44′ Geijo (rig) (B), 77′ Stanco (M). La sfida fra i due club veterani del campionato di Serie B (58 stagioni a 50) finisce pari: un tempo per parte e Brescia e Modena allungano la serie positiva (rispettivamente ora a 3 e a 2 giornate). Risultato giusto, anche se i biancazzurri possono mangiarsi le mani per il rigore sprecato in avvio. Boscaglia non fa pretattica: 4-2-3-1 secondo copione, Martinelli torna disponibile dopo il malanno influenzale e riparte dal 1’, con Dall’Oglio in panchina. Crespo rinuncia a Mazzarani e Vestenicky. Davanti giostrano Belingheri, Stanco e Sowe in un 4-3-1-2. Il Modena parte meglio, ma è il Brescia ad avere l’opportunità per passare in vantaggio al 12’, quando Marzorati sgambetta senza un motivo apparente Martinelli in area: sul dischetto va Morosini, che centra in pieno Provedel. La chance sciupata non galvanizza gli emiliani, anzi è il Brescia a insistere alla ricerca del gol. E a trovarlo al 25’ con Embalo, che fa tutto bene, calcia male, ma trova il solito Marzorati (giornata-no) che involontariamente infila il suo portiere. Il Modena però pareggia dopo 10’: Galloppa libera Stanco, che in diagonale infila Minelli per l’1-1 (dopo essere sfuggito alla marcatura di Coly). Non c’è un attimo di sosta. Al 43’ Morosini lancia Kupisz, che viene atterrato da Rubin. Geijo non si fa ipnotizzare da Provedel, che per poco non indovina la seconda prodezza, e firma il 2-1. Nella ripresa Boscaglia cambia modulo per frenare le offensive degli emiliani a caccia del pari: dentro un interno come Dall’Oglio per un trequartista quale Morosini al 6’, cosicché il 4-2-3-1 diventa un 4-3-3. Schema che non cambia con l’ingresso di Rosso (Embalo acciaccato). E’ invece Crespo a passare al 4-2-3-1 con Nizzetto (per Doninelli). Geijo si riaffaccia dalle parti di Provedel, ma anziché servire Dall’Oglio (in buona posizione) tenta un tiro-cross senza costrutto. Capovolgimento di fronte e Minelli deve mettere in angolo su una botta di Calapai. Subito dopo Rubin rischia un altro rigore su Kupisz al 26’. Non sembra esserci fallo su Mazzitelli, ammonito per simulazione un minuto più tardi. Poi il Modena impatta: cross di Rubin, incornata di Stanco, ancora lui, 2-2 al 32’. Boscaglia cambia ancora: H’Maidat per Mazzitelli al 36’. Crespo replica con Aldrovandi per Rubin al 38’ e nel finale prova pure Vestenicky (per Sowe). Ma non succede più nulla. (Gian Paolo Laffranchi)
CESENA-LIVORNO 1-0 — Marcatori: 18′ st Sensi (rig). Alla fine il risultato è un falso storico. Perché il Cesena prende a pallate il Livorno al termine di 90 minuti a senso unico. Decide un rigore del 20enne Sensi, migliore in campo di una squadra che ha giocato a memoria e che ha bombardato la porta di Pinsoglio. I bianconeri salgono in testa alla classifica (domenica big-match a Cagliari) mentre per i toscani è la seconda sconfitta consecutiva. I romagnoli partono fortissimo e sfiorano tre volte il gol con Ragusa (palo al 12′ su tiro-cross) e una con Kessie, sul quale è decisivo Pinsoglio mentre il Livorno, che perde subito Vajushi per infortunio (dentro Jelenic) non costruisce nulla. Cesena tutto avanti anche prima del riposo, ma il tiro di Mazzotta viene salvato da Pinsoglio mentre il calcio di punizione dal limite di Sensi termina alto. Nella ripresa parte meglio il Livorno ma al 18′ un clamoroso liscio di Ceccherini in area regala un rigore al Cesena (fallo su Molina): dal dischetto Sensi spiazza Pinsoglio e firma il suo primo gol in serie B. La reazione della squadra di Panucci è inesistente e così, nel finale, i bianconeri rischiano di dilagare con Succi e Ragusa, sui quali Pinsoglio è decisivo. Finisce 1-0, ma sarebbe potuta essere una goleada.(Luca Alberto Montanari)
COMO-ASCOLI 0-4 — Marcatori: 25′ Giorgi (A), 27′ Perez (A), 53′ Cacia (A), 67′ Jankto (A). Ascoli che dilaga, Como che affonda. Solo fino al primo gol è durato l’equilibrio in campo, nella terza partita che il Como ha giocato in esilio allo stadio Piola. Anzi, l’inizio era parso addirittura migliore proprio per i padroni di casa, che pochi giorni prima proprio qui in veste di ospiti avevano colto il loro primo successo in serie B. Un paio di palloni buoni per parte, una buona parata di Scuffet su Grassi in risposta a una respinta di piedi di Lanni su Ebagua, sembrava quantomeno una gara alla pari. Poi a metà del primo tempo, il Como è ricascato in ingenuità, o meglio errori, difensivi che sembravano essere un problema superato. Bravi i giocatori dell’Ascoli, anche. Cross di Pirrone, Giorgi infila di testa. E dopo nemmeno due minuti, mentre Sabatini stava modificando il suo schieramento portando a quattro la difesa, Perez si è infilato centralmente facendo secchi tutti, Scuffet compreso. Una batosta a cui il Como non ha saputo reagire, se non con un paio di conclusioni totalmente fuori misura, di Cassetti dal limite e di Gerardi di testa. Non cambiava nulla nella ripresa, in cui il Como non è più riuscito a riprendere in mano il filo del gioco. Anche perchè l’Ascoli ha dato subito prova delle sue capacità, di squadra e individuali, Cacia ha sfruttato una palla di Perrone per segnare il terzo gol. Discorso chiuso praticamente a metà partita, era il 7’. Como in confusione, capace di sprecare anche qualche occasione semplice, e al 22’ Jankto con una bella conclusione, lasciato comunque libero di tirare, ha segnato anche la quarta rete. Giornata nerissima per il Como che arrivava da due risultati utili consecutivi. L’Ascoli fa festa, giustamente. (Liliana Cavatorta)
LANCIANO-SPEZIA 0-0 — Partita equilibrata e corretta con un Lanciano più pericoloso sotto porta, anche se l’occasione più clamorosa è arrivata al 21’ con un tiro da fuori area di Brezovec, finito sul palo alla destra di Casadei, in campo per sostituire Aridità, infortunatosi a Modena. Il Lanciano, elegante e compassato, lavora bene a metà campo con Bacinovic ispirato e Di Cecco vero uomo squadra, capace di coprire bene la zona di Mammarella. Per gli abruzzesi esordio di Matteo al posto di Piccolo. L’equilibrio si è rotto a metà tempo con una accelerazione di gioco da parte del Lanciano, con Ferrari per due volte pericoloso, in particolare al 28’, quando solo davanti a Chichizola ha calciato sul portiere. Un minuto dopo ci ha provato anche Ze Eduardo con un tiro debole che non ha impensierito il portiere dello Spezia. Nel finale di tempo da segnalare il gran tiro di Canadijia che ha trovato prontissimo Casadei alla respinta. Nella ripresa lo Spezia reclama un rigore per fallo di Aquilanti su Calaiò, che è costretto ad uscire per infortunio. Bjelica toglie anche l’altra punta Catellani perché il gioco del Lanciano preoccupa ed il punto in trasferta dopo tre vittorie consecutive non è da buttare. Alla fine il risultato sembra giusto anche se il Lanciano ha più da recriminare, per il maggior gioco espresso. (Fiorenzo Carlini)
LATINA-BARI: 1-2 — Marcatori: 46′ Scaglia (L), 85′ Valiani (B), 88′ Rosina (B). Il Bari inverte l’inerzia negativa in trasferta e contro il Latina coglie la sua prima vittoria stagionale lontano dal San Nicola, imponendosi per 2-1. Era dal 1951 che i pugliesi non vincevano in terra pontina e il loro è un successo che prima che nel gioco, trova motivo nella migliore condizione atletica che gli ha consentito un finale in crescendo. Gli uomini sono quelli annunciati, dall’una come dall’altra parte. Iuliano e Nicola optano per la linea dei tre quartista proponendo come una unica punta Corvia per il Latina e Maniero per il Bari. Il confronto parte bene per poi implodere, soffocato dal timore comune di concedere l’occasione buona all’avversario. L’azione del Bari è fluida, piu’ efficace quella del Latina, gli errori in fase di impostazione non favoriscono però lo spettacolo che si accende al 13′ con Acosty che in piena area controlla di petto un pallone da destra e calcia al volo, troppo centrale per mettere in difficoltà Guarna. Il ghanese in maglia nerazzurra è di nuovo protagonista al 27′, la sua battuta ravvicinata risulta però un passaggio all’indirizzo del portiere avversario. Il Bari la sua occasione se la gioca alla mezz’ora di gioco, su un rimpallo che favorisce la conclusione di De Luca su cui si distende bene Di Gennaro. Il Latina perde Corvia, in campo ora c’è Jefferson che allo scadere del tempo allarga bene sulla destra per Scaglia che guadagnati i sedici metri calcia un sinistro sul palo piu’ lontano che, con il contributo della leggera deviazione di Valiani, rende inutile il volo di Guarna, 1-0 e squadre negli spogliatoi. La reazione del Bari è troppo morbida per mettere in difficoltà il Latina. Entra Rosina e spacca in due la partita. Il Bari si affida al tridente offensivo, i nerazzurri sono sulle gambe, non riescono a ripartire. Al 35′ Dellafiore salva prima su Rosina e poi sulla battuta di Donati. Il Latina è ormai svuotato di ogni energia e al 39′, su un errore in disimpegno, Rosina offre a Valiani la battuta vincente: l’ex, come promesso in settimana, esulta. Neanche 4′ e il Bari completa la sua opera di distruzione, Donati intercetta una corta respinta della difesa nerazzurra, la sua conclusione trova sulla traiettoria la deviazione vincente di Rosina che consente al Bari di festeggiare la 150esima vittoria esterna della sua storia. (Vincenzo Abbruzzino)
ENTELLA-PRO VERCELLI: 1-0 — Marcatori: 42′ Masucci (E). Dopo 27 anni l’Entella torna a battere la Pro Vercelli. Ma i chiavaresi fanno anche troppa fatica ad avere la meglio di una squadra ridotta in nove per oltre mezz’ora di gioco. E pensare che a guardare il primo tempo l’unico risultato probabile sembra essere il pareggio per zero a zero. L’unico brivido della prima mezz’ora è una conclusione di Matute che Iacobucci mette in angolo. All’improvviso, però, l’Entella passa al 43′ del primo tempo in modo rocambolesco: una punizione di Staiti a centro area viene raccolta (di naso) da Masucci. Colpo forse non molto bello da vedere, ma efficace perchè la palla finisce in porta. La ripresa si apre con il chiavarese Caputo lanciato verso la rete avversaria, ma fermato in uscita da Pigliacelli. Poi accadono gli altri due episodi che decidono il match. Prima Scaglia, ingenuo, commette due falli evidenti nel giro di pochi minuti e viene espulso per doppia ammonizione. Poi al 16′ Coly entra con un gesto più da karate che da calcio su Costa Ferreira. Potrebbe bastare l’ammonizione, ma Pinzani di Empoli opta per il rosso. Gara finita? Nemmeno per idea. Perchè la Pro Vercelli tiene il campo dignitosamente e l’Entella ha una paura folle (dopo quattro sconfitte consecutive) di perdere punti praticamente certi. Grossi rischi gli ospiti non ne creano, ma comunque tengono i padroni di casa sempre sull’attenti. Per contro vanno segnalate le occasioni per l’Entella di Troiano (il centrocampista ci prova pià volte, ma Pigiacelli è attento) e Petkovic il cui colpo di testa viene salvato sulla linea da Bani. Vince l’Entella, ma il Comunale saluta i tre punti con applausi e qualche fischio. (Italo Vallebella)
PESCARA-CAGLIARI: 1-0 — Marcatori: 52′ Lapadula. La corsa del Cagliari si ferma a Pescara. Il secondo gol consecutivo di Lapadula basta per piegare la capolista e riscrivere le gerarchie presenti e, probabilmente, anche quelle future del campionato. Inizio spigoloso con l’arbitro costretto ad intervenire a più riprese cartellini alla mano. Il Cagliari con l’artiglieria pesante (Cerri più Melchiorri) in attacco, gioca una partita più fisica che tecnica. Il Pescara, che piazza Mandragora come un francobollo su Joao Pedro, gioca sulle verticalizzazioni improvvise di Torreira e sulle accelerazioni di Zampano sulla destra, che mandano in tilt Pisacane. La partita della capolista cambia al 37’: Di Gennaro si fa ammonire per un brutto fallo su Verre, poi dice una parola di troppo e Maresca gli sventola in faccia il rosso. Per la terza partita consecutiva biancazzurri in superiorità numerica. I ragazzi di Oddo avrebbero almeno due opportunità nitide per sbloccarsi: prima l’ex Cocco e poi Lapadula sono frettolosi in area, sciupando dei rigori in movimento. Rastelli capisce che l’unica via d’uscita dall’Adriatico è difendersi stando bassi. Il piano non funziona: al 7’ della ripresa, Lapadula dal limite fa passare il suo rasoterra tra una selva di gambe e lascia sul posto Storari. Padroni di casa meritatamente in vantaggio. Il miracolo dell’ex portiere della Juventus al 17’ sul gran destro di Caprari salva i sardi dall’uscita di scena anticipata. A 25’ dalla conclusione, il Cagliari gioca la carta Farias, Oddo risponde facendo debuttare Campagnaro in difesa e passando per la prima volta in questa stagione al 3-5-2 (fuori Cocco, ancora a secco). Il quarto d’ora conclusivo è un monologo rossoblu, con Sau al posto di Melchiorri (il grande ex esce in un mix di applausi e fischi e, curiosità, lasciando il campo sbaglia panchina e per poco non si siede in quella abruzzese). Non bastano neanche sei minuti di recupero a Rastelli per riacciuffare un Pescara che, da oggi, entra nel club delle grandi. (Orlando D’Angelo)
TERNANA-NOVARA: 2-0 — Marcatori: 67′ Falletti (T), 69′ Ceravolo (T). Con due gol in due minuti la Ternana vince la prima partita della stagione festeggiando al meglio l’esordio di Breda in panchina e i 90 anni della società rossoverde. Una vittoria sofferta contro un avversario, il Novara, che ha giocato meglio costruendo occasioni nitide che Mazzoni ha frustrato con grandi interventi. La prima al 6’ con un contropiede di Gonzalez che Rodriguez da due passi non riesce a perfezionare in rete. Due minuti più tardi su azione d’angolo Poli manca il bersaglio con un colpo di testa. Il primo squillo della Ternana al 22’ con un assolo di Ceravolo concluso con un destro a lato di poco. Non funziona il filtro centrale della Ternana e un lancio di Viola aziona il contropiede di Gonzalez che Mazzoni neutralizza in uscita. Il portiere della Ternana diventa protagonista assoluto tre minuti più tardi deviando in tuffo un destro incrociato di Rodriguez lanciato da Viola. Nella ripresa parte meglio la Ternana che va vicina al gol con un destro di Furlan fuori di poco e un sinistro alto di Avenatti. Però ci vuole ancora un grande intervento di Mazzoni al 13’ per negare il gol a Signori che tira di destro da due passi. Cresce ancora la Ternana dopo i cambi (Busellato e Falletti) e al 22’ passa con Falletti che sfrutta al meglio con un destro incrociato una preziosa rifinitura di Furlan. Passano due minuti e Ceravolo inventa il raddoppio rubando palla a Poli sulla trequarti e infilando con un pallonetto Da Costa in uscita. Una fiammata che tramortisce il Novara. Ma dopo una fase di sbandamento la squadra ospite torna a farsi pericolosa con Gonzalez che cerca il gol con un sinistro in diagonale che Mazzoni devia sul palo al 33’ mentre Viola colpisce la traversa su punizione al 46’. (Massimo Laureti)
Fonte: gazzetta dello sport.it

 

 Gasport

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