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Categoria | Cronaca

Questione morale l’accusa di Turdò

Redazione - Pubblicato il 04 aprile 2015

La questione morale è il vero e grande problema dell’Italia.

La questione morale è attualissima in Italia da Milano a Palermo passando per Venezia.

Ormai non passa giorno senza che amministratori pubblici, funzionari, dirigenti, politici ed anche semplici impiegati non vengono arrestati scoprendo montagne di tangenti pagate ed incassate.

E’ ormai un dato incontrovertibile che il “sentiment” cioè la sensazione degli italiani e degli stranieri hanno verso la nostra nazione è quella di una nazione “infetta e corrotta”.

Negli ultimi anni a cominciare dalla madre di tutte le tangenti, quelle del Mose di Venezia, siamo passati agli scandali dell’Expò, a quelli di “mafia capitale” per finire a quelli di Ischia.

Coinvolti politici di destra, centro e sinistra,uniti da quel filone antico e mai debellato della tangente.

Sono passati 23 anni esatti da quel 17 febbraio 1992 nel quale l’arresto di Mario Chiesa segnava l’inizio di tangentopoli in salsa meneghina. Anni in cui invece di fare luce e leggi che tutelassero l’interesse pubblico abbiamo fatto le leggi ad personam, anni in cui invece di inasprire le pene per i falsi abbiamo abolito il falso in bilancio grazie a quel governicchio Berlusconiano che ha pensato a fare solo i suoi interessi, anni in cui tutte le Regioni invece di fare pulizia al proprio interno con forti decisioni sulle indennità, sulle pensioni d’oro e altri vitalizi , molti consiglieri e gruppi hanno continuato a spendere e spandere i nostri soldi in modo indegno ( dalle mutande verdi dei leghisti, ai cioccolatini della Minetti per finire ai reggipetto dei consiglieri del PD), anche in questo caso uniti dalla voracità famelica che li tiene tutti insieme e tutti uniti. Certo anche noi in Abruzzo non ci siamo fatti mancare nulla, l’arresto di Del Turco nel 2007 per lo scandalo Sannitopoli , l’assessore regionale Daniela Stati, l’Assessore regionale Venturoni per lo scandalo rifiuti, ed altri che non stò a raccontare per finire allo scandalo De Fanis che tra champagne e hotel con relativo contratto sessuale ci ha fatto finire nel ridicolo in tutto il mondo.

Oggi però è ora di ribellarsi ma in modo serio e concreto.

Dopo l’esperienza grillina, Beppe Grillo uno che ha deciso di suicidarsi due volte, la prima volta perché gli era antipatica la pelata di Bersani e pochi giorni fa per aver votato contro la legge che reintegra il falso bilancio come reato penale( in America Al Capone non è andato in galera per aver ammazzato tanta gente ma per “evasione fiscale”), unendosi nel voto suicida con Forza Italia , il partito padronale di Berlusconi che ha collaborato alla distruzione economica, morale ed etica di questo paese.

Oggi urge un soggetto politico, un soggetto vero e credibile, non l’esperienza di Abruzzo Civico naufragata perla insipienza di qualcuno , ma erroneamente pensata come una macchina di onestà e trasparenza salvo infilare nelle liste , pregiudicati, corrotti, politicanti di vecchia maniera insieme a postulanti campati una vita a spese dei soldi pubblici, che abbia il coraggio di fare pulizia con poche ed efficaci leggi, un soggetto politico che vada contro gli opposti estremismi , quanta ignoranza anima la Lega guidata da Salvini e quanto conservatorismo emanano i dirigenti di SEL  e Landini senza capire il nuovo che avanza ma soprattutto il mondo dell’economia globalizzato.

Io la conclusione non la voglio fare ma la lascio ad una persona che manca alla società italiana:

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e clientela: hanno scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente,idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero. Gestiscono  interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intorrelabili privilegi. Se questi elementi non ci sono,l’operazione non può riuscire” (Enrico Berlinguer). Nessun commento, tanti rimpianti.

 

Il Presidente Antonio Turdò

San Salvo(Chieti), 04 aprile 2015                    

MOVIMENTO ITALIA UNITA-PARTITO DELL’AUTOMOBILISTA

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