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Categoria | Cronaca

Festa in onore di San Giovanni Battista a Carunchio

Redazione - Pubblicato il 10 agosto 2015

IO SONO IL PANE VIVO, DISCESO DAL CIELO

Nella giornata di ieri a Carunchio si è svolta una cerimonia religiosa toccante e sentita, si è detta la messa in onore di San Giovanni Battista.

La celebrazione religiosa officiata sia da Don Sankiden ed anche da un altro prete ha visto la partecipazione di diversi cittadini e turisti a Carunchio. Dopo la messa si è svolta la processione che partendo da via Vittorio Emanuele è passata per via Croce in Piazza Vittorio Emanuele per poi risalire e tornare in Chiesa di San Giovanni Battista.

La statua accompagnata da preghiere e canti religiosi è stata trasportata da molti dal nome di Giovanni.

Le letture della domenica avevano come tema dominante di “imitare l’amore di Dio Padre che nel suo Figlio ha voluto mostrare il segno più alto della sua comunione con gli uomini”.

Le letture prima del Vangelo parlano del profeta Elia che è sfiduciato perchè perseguitato, allora Dio invia il suo angelo che lo solleva con il dono del pane e dell’acqua, figura dell’Eucarestia.

La seconda lettura è la lettera di San Paolo agli Efesini, nella quale l’apostolo Paolo chiede di praticare le virtù evangeliche, perchè portiamo in noi il sigillo dello Spirito Santo. Ci chiede di farci imitatori di Dio e di vivere nell’amore di Cristo.

La Lettera agli Efesini è una delle lettere di Paolo inserite nel Nuovo Testamento. La tradizione cristiana la attribuisce a Paolo di Tarso, che l’avrebbe scritta durante la sua prigionia a Roma intorno all’anno 62. Gli studiosi moderni sono però divisi su questa attribuzione e la maggioranza ritiene più probabile che la lettera sia stata composta da un altro autore, forse basandosi sulla Lettera ai Colossesi. La datazione proposta, in questo caso, oscilla, tra l’anno 80 e 100.

La parola greca αθεοι (atheoi, “[coloro che sono senza dio”) come compare nel testo della Lettera agli Efesini 2.12 tramandato dal Papiro 46, risalente all’inizio del III secolo. Questa parola e i suoi derivati non compaiono in nessun’altra parte del Nuovo Testamento o nella versione greca dell’ Antico Testamento.

La parola del vangelo di Giovanni è incentrata sul fatto che di fronte alla contestazione dei suoi ascoltatori, espressa con il verbo “mormorare” Gesù li invita a vedere in lui <<il pane vivo disceso dal cielo>>, quale dono del Padre.

La serata si è conclusa con degustazioni di ventricina, sia a spiedini che a panini, arrosticini tradizionali e musica con punte di Karaoke , di natura partenope, veramente esilarante.

Redazione pubblicato il 10.08.2015 ore 8,23

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