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Categoria | Pro-Trignina

UNA TIEPIDA GIORNATA D’AUTUNNO

Redazione - Pubblicato il 11 dicembre 2013

                                            
RUBRICA  Lu Vocc Apert a cura di Vincenzo Femminilli ” Lu finanzir”

 

UNA TEPIDA GIORNATA D’AUTUNNO

Una giornata tiepida d’autunno 2013, preso dalla nostalgia della terra natia, ho deciso di fare una gita nell’“Alto Vastese”.  In una cornice surreale, ho  riempito gli occhi di  una moltitudine di colori caldi, di piante,  arbusti e di un celo azzurro intenso da far girare la testa, una passeggiata tra i boschi a raccogliere castagne e li tra un pensiero e l’altro, una visione, dove meno te l’aspetti,”Un Re” il più buono e il più bello dei funghi sua maestà il Porcino,  raccoglierlo è stato un rito,  il naso inebriato dal  profumo, trasmetteva al mio cervello un amplesso.

Uscito dal  bosco mi sono imbattuto in una mandria di mucche, cosa del tutto normale visto il posto e la stagione ,  mi sono stupito nel vederle ben nutrite, veramente in carne …. mi sono detto,  visto i tempi che corrono, vesta la crisi economica che ci affligge i mille salti mortali per arrivare alla fine del mese, evidentemente la natura di queste cose non se ne frega niente, e meno male , l’erba cresce ugualmente , le mucche se ne nutrono, producono latte che a sua volta viene trasformato in formaggio e cosi via, la catena alimentare fa il suo corso, e cosi, riflettendo, mi sono chiesto “ la morale di  tutto ciò dov’è, se ci pensi bene c’è, eccome …  la natura fa da se, sopravvive cerca soluzioni e le trova, sconvolgimenti, cataclismi, crea e distrugge in un eterno cambiamento, eppure noi siamo qui, con i nostri problemi, le nostre crisi, le nostre paure, ma come la natura in un lento e inarrestabile cambiamento, “ Per sopravvivere bisogna cambiare reinventarsi e crescere” insomma copiare la natura. Proseguendo con il giro attraverso paesi fantasma, una pace surreale , per me il massimo, ma per chi in questi paesi dimora, la troppa pace può essere letale, scuole chiuse, pochi bambini, bar semivuoti , l’economia italiana non fa distinzioni e impone tasse esose, uguali al bar del centro di  Roma dove un’ora dopo l’apertura ha incassato quanto un giorno di un paesino.

Le strade in condizioni da terzo mondo e più si va avanti e peggio è, toppe su toppe, quelle  di campagna,  nell’abbandono più totale, tra frane, voragini e smottamenti ce poco da fare il turista.

ultimamente un paio di eccellenze culinarie hanno preso piede  è precisamente la ventricina, e il tartufo, ci sarebbe da rivalutare altre cose come zootecnia, la produzione di formaggi e latticini, allevamenti di pecore e tutto l’indotto che ne consegue come carne, latte, pelli, ricerca e impianti di fungaie, produzione di frutti di bosco, miele ed’erbe medicinali, la ristorazione con prodotti tipici locali con pasta fresca e carni locali con i profumi e gli aromi di una volta questa è la nostra industria, invece l’abbiamo maltrattata, l’abbiamo ignorata e denigrata, quasi abbandonata …. Risultato …. paesi spopolati, scuole chiuse, bar voti, il lavoro di una generazione intera che moriva di fame ed è emigrata per realizzare un sogno “la casa”  adesso quell’oggetto del desiderio per loro ma superfluo per noi, è li abbandonata.

Tutti in città, in alveari chiamati appartamenti , con i doppi servizi, i nostri telefonini, il nostro traffico, la nostra dose di rumori e lo stress …. Ma dietro l’angolo c’è la crisi, la cassa integrazione, la Cina che ci invade commercialmente, noi possiamo battere il mondo intero, sviluppando migliorando e abbellendolo il nostro caro territorio, copiando ne più ne meno di chi a fatto prima di noi “(Toscana , Umbria)  essi sono stati capaci di valorizzare il territorio  e le sue risorse, sapendoli amalgamare  bene insieme si ottenendo prodotti di eccellenza da esportare in tutto il mondo, invece il nostro tartufo lo valorizza  e esporta  Alba, il nostro vino  lo valorizza e esporta la Toscana e cosi via ….. noi siamo vittime di noi stessi, la nostra generazione estirpa le radici e nega un futuro al territorio e le generazioni successive, per non parlare delle politiche messe in campo dagli amministratori sempre molto attente a guardare altrove, il nostro territorio  chiede attenzioni e guida capace e sicura, con leggi tese a fare il bene delle comunità e non il bene dei singoli, politiche di incentivi per chi produce lavoro e sevizi, non per chi è bravo a portarli in  banca e poi farli sparire anche da quelle per non essere individuati e perseguiti, il tempo delle vacche grasse è finito adesso abbiamo bisogno di  chi sa mettere in campo strategie vincenti, ovvero scommesse non suicida con il futuro, tramite investimenti giusti per risollevare l’economia del territorio già per altro martoriato da tanti altri problemi, adesso o mai più, per un futuro migliore e una scommessa che si può e si deve vincere.

Un  semplice innamorato del nostro amato territorio.

A cura  di Vincenzo Femminilli “ Lu finanzir”

 

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