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Categoria | Pro-Trignina

Una nuova organizzazione sanitaria che non sia solo tagli, diaspore e chiusure.

Redazione - Pubblicato il 23 marzo 2014

Il Presidente di Italia Unita, Antonio Turdò

In questi giorni sempre di più i cittadini stanno facendo i conti con la mancanza di pianificazione sul fronte sanitario da parte della giunta Chiodi, ormai ridotta ad una parvenza esterna, che prima mandiamo a casa e meglio è.

Noi come movimento dei cittadini abbiamo voluto introdurre delle linee programmatiche , nella lista nella quale siamo candidati, che rispondano a tre esigenze basilari. Sanità assistenziale di vicinanza, lotta agli sprechi e compensazione territoriale.

La battaglia per i servizi di base è fondamentale , quindi il pediatria e il medico di base non possono essere razionalizzati a tal punto da ridursi a pochissime ore settimanali , che in caso di neve nelle zone dell’Alto Vastese e Alto Sangro si riducono a poche ore al mese. Un’altra battaglia concreta e reale la faremo sulle guardie mediche. Ci sembra assurdo che teniamo postazioni di guardie mediche dove ci sono presidi ospedalieri , distretti sanitari ed altre organizzazioni e andiamo a spogliare il comprensorio vastese di servizi minimi notturni. Ma la cosa più grave è che chiudiamo postazioni di guardia medica, senza tenere da conto di due aspetti fondamentali l’orografia del territorio e la lontananza dall’ospedale. Da cittadino abruzzese e da uomo del territorio vastese , la chiusura della guardia medica di Celenza sul Trigno grida vendetta e questa sarà la prima interpellanza al Consiglio Regionale prossimo. Una scelta scellerata, figlio di miopia politica e frutto di sporchi scambi elettoralistici a cui tutto il territorio deve reagire e non pagare questa cambiale politica.  

Siamo contrari ad una razionalizzazione che punisce i vecchi ed i bambini, che sono le categorie più deboli, continuando su questa strada si rischia solo di lasciare che la povera gente , quella che vive di pensione sociale , quella malata, quella che spesso non ha una macchina oppure non ha figli vicino, paghino un durissimo prezzo . Questo noi lo dobbiamo e possiamo evitare.

LO FAREMO!!!

Un altro aspetto che vogliamo tracciare è il recupero architettonico  e immobiliare degli ospedali che vengono chiusi. Noi pensiamo che ci dobbiamo organizzare delle case sociali per anziani. Chi lo ha detto che gli anziani che hanno costruito con i loro sacrifici questa nazione e questa regione, non abbiano diritto ad avere una assistenza nelle case sociali o di riposo se non spendono minimo 1300/ 1500 in alcuni casi anche 2000 euro al mese? Questo chi se lo può permettere e chi prende una pensione minima di 508 euro al mese, deve chiedere aiuto ai figli che in questo momento sono esposti ad una crisi fortissima ed hanno mille difficoltà a tirare avanti.

Il recupero permetterebbe anche la rivitalizzazione di interi fabbricati già strutturati alla bisogna e soprattutto si garantirebbe una vecchiaia dignitosa ai tanti che hanno costruito questa nazione.

 

  

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