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Categoria | Pro-Trignina

Turdò conferma: La gestione degli immigrati deve essere Europea!!!

Redazione - Pubblicato il 09 aprile 2014

Il Presidente Antonio Turdò con il Ministro degli Interni Alfano

In questi giorni, anche in seguito all’allarme del Ministro degli Interni Alfano in conseguenza degli sbarchi che allarmano sia per l’intensità che per il numero, si è richiesto che l’Italia non sia lasciata sola ma ci sia l’intervento della UE. Chiaramente io sono d’accordo che non bastano gli 80 milioni stanziati per il progetto Frontex, l’Agenzia delle frontiere, cosa che l’Italia spende interamente visto che ad oggi abbiamo una spesa gestionale di quasi 9 milioni di euro al mese per soccorrere i migranti  e che dal 18 ottobre scorso ha permesso di salvare 14500 persone attraverso l’operazione Mare nostrum, anche se noi pensiamo che nei prossimi mesi questa emergenza è destinata ad aumentare.

Quale migliore occasione può essere il semestre di Presidenza italiana Ue. Dobbiamo inculcare agli altri Paesi la complessità ma anche la collaborazione gestionale della problematica, l’UE non può girarsi dall’altro perché è difficile pensare che un solo paese può farcela.

Oggi l’immigrazione sta cambiando profilo, anche in seguito alle guerre nei Paesi del Mediterraneo, esiste una connessione diretta tra l’instabilità politica nei Paesi del Nord Africa ed i flussi di migranti, questo ci porta a dire che più quei sistemi saranno stabili più c’è la possibilità di collaborazione per arrivare a degli accordi bilaterali,visto che negli ultimi tempi sono sempre più i richiedenti a protezione internazionale,rispetto ai migranti economici, anche alla luce dei nostri dati economici sull’occupazione. Infatti i migranti economici vogliono andare in altri paesi.

In ultima analisi è palese la necessità di rafforzare  Il regolamento Dublino II (regolamento 2003/343/CE) che ha sostituito la precedente Convenzione di Dublino, che è un regolamento europeo che determina lo Stato membro dell’Unione Europea  competente ad esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra (art.51), che è riferito al fatto che dove il migrante ha messo piede per la prima volta nell’Unione Europea, è lo Stato che deve esaminare il dossier.

Ma noi possiamo rafforzare la stabilità dei paesi del Nord Africa solo come Unione Europea e non come singolo Stato, considerando comunque il principio base che qualunque migrante che entra con diritto( attenzione con diritto) , ha nello stesso tempo i suoi diritti.

 

Antonio Turdò

 

 

 

 

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