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Categoria | Pro-Trignina

Se per «Time» (quasi) non esistono,«Donne dell’anno»

Redazione - Pubblicato il 16 dicembre 2013

di  Greta Sclaunich

Le donne non vincono (quasi) mai. Tanto che molti confondono persino il nome del premio: così, da Persona dell’anno, il riconoscimento con il quale ogni dicembre la rivista Time incorona una personalità famosa è diventato, nell’immaginario collettivo, Uomo dell’anno. E in effetti, in 86 edizioni, gli uomini premiati sono stati 81. Le donne? Solo sette. Tre delle quali raggruppate in un’unica edizione, un’altra presente insieme al marito e un’altra ancora premiata sì, ma solo per aver conquistato il cuore di un uomo.

La “denuncia” arriva dalla testata americana Mashable, che fa i conti in tasca al premio indetto da Time nel 1927. La prima delle “donne dell’anno” arriva solo nel 1936, ed è Wallis Simpson: americana, pluridivorziata, non aristocratica, si conquista la copertina della rivista per aver fatto innamorare Edoardo di Windsor.

Il 1936 è l’anno in cui lui diventa re e, non potendo sposare Wallis, decide di abdicare: ha «catturato il cuore di Edoardo», scrive Time spiegando perché premia Wallis. Nel 1937 compare un’altra donna, Madame Chiang Kai-Shek. Ma in realtà la copertina è dedicata al marito, leader della Repubblica di Cina: il premio è infatti assegnato «all’uomo e alla moglie dell’anno». Per arrivare alla terza donna, la regina Elisabetta II, bisognerà aspettare 15 anni. E poi altri 34 prima di vedere il premio nelle mani di una quarta signora, il presidente delle Filippine Corazon Aquino. L’ultima volta che una donna è stata incoronata dal Time è nel 2002, anno in cui la rivista ha celebrato tre donne, Sherron Watkins, Cynthia Cooper, Coleen Rowley, per il loro ruolo nella denuncia della truffa della multinazionale americana Enron.

E poi? Poi, basta. Eppure, dal 1927 ad oggi, di donne da premiare non mancavano di certo. Alcune le cita Mashable: Rosa Parks, per dirne una, avrebbe potuto vincere l’edizione del 1955 al posto di Harlow Curtice, presidente (maschio) della General Motors. Margaret Thatcher, la prima e unica donna a diventare primo ministro in Gran Bretagna, non è mai stata premiata. Madre Teresa di Calcutta? Madeleine Albright? Oprah Winfrey? Hillary Clinton? Si potrebbe continuare all’infinito. Se, come ha scritto il Time mercoledì annunciato la vittoria di Papa Francesco, il vincitore ideale è qualcuno che «ha un grande impatto, positivo o negativo, sulle nostre vite», di donne da premiare ce ne sarebbero parecchie.

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