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Categoria | Pro-Trignina

Rapina da 23 mila euro alle Poste di Carunchio

Redazione - Pubblicato il 01 febbraio 2014

Panorama di Carunchio

Un inizio mese tremendo si è abbattutto sulla piccola comunità terrorizzata di Carunchio. Infatti alle ore 9,25 due persone a volto scoperto sono entrate nel locale ufficio postale di via Roma, e con pistole in pugno hanno minacciato il dipendente della filiale , Ciro Mariotti e si sono fatti consegnare, anzi hanno prelevato personalmente, hanno spazzato persino per terra, i soldi caduti. Bottino 23 mila euro che servivano per pagare le pensioni. Molto timore per la incolumità del bravissimo Ciro,amato molto dai Carunchiesi, persona sempre disponibile e di qualità.

Nel locale  era presenta anche la signora Felice Concetta, che ha accusato un malore evidente.Erano presenti anche Emilio B. e Ester C., la quale ha anche interloquito con il delinquente chiedendogli se poteva avvicinarsi alla signora Felice ed assisterla.

I due rapinatori uno di colore ed un altro dall’accento campano,appena dopo la rapina hanno fatto perdere le loro tracce.Sono intervenuti i carabinieri della caserma di stanza a Palmoli in collaborazione con la polizia municipale locale ed hanno avviato le prime indagini e intanto hanno ritrovato fuori paese la macchina utilizzata dai rapinatori per fuggire dal paese,una Fiat Punto.

Pochi giorni fa è stato messo a segno il furto di un autovettura in pieno centro storico, nel famigerato quartiere “maomao”, anche non facile da raggiungere.

Un analisi sociologica la si può fare: Paesi ed interi territori abbandonati, svuotati in interi quartieri non ci stà più nesssuno sono facili preda di delinquenti e malfattori. Invitiamo le forze dell’ordine ad inseguirli e prenderli i ladri e metterli in galera per decenni, anzi meglio sarebbe ai lavori forzati.

Il paese di Carunchio, ormai non riesce a fare squadra sulle cose, vive una fibrillazione continua ed uno stato di abbandono per colpa di inadempienti  che non salvaguardano nè la incolumità, ne i beni e nemmeno la coesione sociale.

Il direttore editoriale Antonio Turdò

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