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Categoria | Pro-Trignina

La messa in piega è una questione femminista

Redazione - Pubblicato il 20 dicembre 2013

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 ”Il tempo perso per la messa in piega è un evidente svantaggio che le donne accumulano sugli uomini in carriera (spesso calvi)”

La messa in piega è una questione femminista

di  Corinna De Cesare
 Sheryl Sandberg, Mary Barra, Marissa Mayer, Angela Ahrendts. C’è qualcosa che accomuna queste donne manager che dirigono alcune delle più importanti multinazionali al mondo. Qualche indizio? Non è lo stipendio e neanche una classifica sulla ricchezza posseduta. Si tratta dei capelli. Proprio così! Come dimostra la nuova pubblicitá Panthene destinata al mercato filippino. Il filmato (che sta diventando virale) mostra quanto i pregiudizi sulle donne possano pesare sul lavoro. Un uomo e una donna manager vengono ripresi nelle stesse indentiche situazioni d’ufficio: una riunione, una presentazione, una scadenza. Ma quando lui è autorevole, lei risulta arrogante. Quando lui è persuasivo, lei è aggressiva. Non solo. In tutte le situazioni descritte, la donna è sempre carina, in ordine e con dei capelli pazzeschi. Come tutte le manager in carriera di cui sopra, che oltre alle ordinarie incombenze quotidiane che riguardano la vita, gli affetti, il lavoro, devono trovare il tempo per avere una messa in piega decente.
Un problema che non tocca neanche minimamente gli uomini e che fa del tempo perso ad asciugare i capelli, «una questione femminista».

Come ha scritto Lucy Kellaway, penna del Financial Times, nella sua consueta rubrica del lunedì sul quotidiano economico londinese. «Il tempo che perdiamo ogni giorno per la messa in piega è un evidente svantaggio che noi donne accumuliamo in confronto ai nostri colleghi uomini. I quali, nella stragrande maggioranza dei casi, di capelli non ne hanno proprio». Come Dan Akerson, predecessore di Mary Barra alla General Motors «con una testa talmente calva – ha scritto Kelleway – che al massimo impiegava un secondo per asciugarsela con un asciugamano».  E il tempo, si sa, è denaro. Hillary Clinton ha fatto dei suoi capelli vaparosi, una nota biografica su Twitter ormai passata alla storia («Icona della messa in piega»).

«Come la mettiamo con la barba?» ha risposto a Kellaway su Twitter l’editorialista di Reuters Hugo Dixon, fondatore del sito economico Breakingviews. La replica dela giornalista del Financial Times: «Ci vogliono cinque minuti, il tempo che noi usiamo per il make up».  «Di sicuro la messa in piega è il motivo per cui i manager sono tutti uomini. Vergogna!» le ha twittato polemica Angela da Genova. Poi la soluzione profetica di Bill Kay, California. «Per tutte le donne che vogliono fare carriera: rasatevi a zero e indossate parrucche».

Fonte: Corriere della sera.it- La 27 ora

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