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Categoria | Pro-Trignina

La bandiera italiana chiama gli artisti per aprire un ospedale pediatrico

Redazione - Pubblicato il 01 gennaio 2014

Deanna Ferretti era un’imprenditrice, aveva toccato, studiato e venduto tessuti e maglie. Poi tutto si era fermato..

di Manuela Pelati

La mostra delle bandiere al Vittoriano nasconde un segreto. O meglio un sussurro. Una storia raccontata a denti stretti perché nasce da un dolore immenso: la perdita di un figlio.

La promotrice e ideatrice della mostra era una imprenditrice di successo in quel triangolo della moda in una delle regioni più dinamiche d’Italia, l’Emilia Romagna. Deanna Ferretti aveva fondato un’azienda tessile negli anni 60 e aveva insegnato agli stilisti migliori a produrre e vendere. Ma l’energia le è venuta a mancare improvvisamente quando nel 2004 quel lutto terribile, dovuto alla perdita improvvisa del figlio in un incidente stradale, non le aveva permesso più di lavorare. Cosi ha venduto tutto (non a uno qualsiasi, ma ad Armani) e si è ritirata.

Ma a Reggio Emilia non si sono dimenticati di lei. E quando Napolitano nel 2011 ha inaugurato la mostra delle bandiere dedicata ai 150 anni di unità d’Italia, proprio in quella citta, Reggio Emilia che ha dato vita al tricolore, le autorità (Comune, Regione e Camera di Commercio per prime) hanno pensato a lei per dare valore al momento di prestigio, visibilità e forza della loro città.

Hanno chiamato Deanna Ferretti pensando che la mostra sul tricolore non dovesse finire lì. E Deanna si è rimessa in pista, ritrovando l’energia quando le è sorta l’idea di «capitalizzare» la mostra. Un lampadina accesa nella testa dell’imprenditrice. E una risorsa per offrire nuova vita, cercando i soldi per aprire un ospedale dedicato alle nascite dei bambini. Di nuovo un’impresa, ma stavolta esclusivamente umanitaria e solidale. E dopo due anni dalla nascita dell’idea, il reparto all’interno dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia ha annunciato l’apertura ai primi del 2014. Il centro è dotato delle più moderne tecnologie: è un reparto di 12.500 metri quadrati che ospiterà Pediatria, Ginecologia, Ostetricia, Procreazione Medicalmente Assistita, Neonatologia, Blocco Operatorio e Neuropsichiatria Infantile.

Da crisi a risorsa, il dolore ha trovato un canale per trasformarsi in gioia passando per l’arte. Per anni Deanna Ferretti aveva toccato, studiato e venduto tessuti e maglie e quando ha visto la stoffa delle bandiere le si è accesa la creatività. Ha chiamato tutti gli artisti che conosceva (con l’aiuto di uno staff) e con un pezzo di parmigiano in regalo gli ha chiesto di mettere a disposizione la loro arte. La commissione? Interpretare la bandiera, diversa per ciascun artista, tra quelle esposte nella mostra del 2011. E per un’interpretazione libera dedicata a una causa giusta, gli artisti italiani o stranieri che vivono in Italia hanno aderito praticamente subito: Giosetta Fioroni, Omar Galliani, Tommaso Cascella, Franco Guerzoni, Emilio Isgrò… sono solo alcuni dei «90 artisti per una bandiera» in mostra al Vittoriano (fino al 31 gennaio).

La mostra a cura di Sandro Parmiggiani, critico e storico dell’arte, è giunta a Roma dopo essere stata a Reggio Emilia e al Palazzo Ducale di Modena, sede dell’Accademia Militare. Al Vittoriano l’entrata è gratuita, le opere saranno messe all’asta e il ricavato devoluto all’ospedale. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è promossa dall’Associazione CuraRE Onlus presieduta da Deanna Ferretti Veroni e da Panathlon Modena, in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa e il Comune di Reggio Emilia, col patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Roma, del Comune di Roma.

«Novanta artisti per una bandiera» Vittoriano di Roma piazza dell’Ara Coeli fino al 31 gennaio 2014

 

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