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Categoria | Pro-Trignina

Chieti, annullate le multe fatte con l’autovelox a San Martino sulla Marruccina

Redazione - Pubblicato il 23 febbraio 2015

I giudici di pace di Chieti e il tribunale condannano il Comune di San Martino e danno ragione ai cittadini tartassati.

di Lorenzo Colantonio

CHIETI. La contestazione dev’essere immediata: trenta sentenze mandano ko l’autovelox. Scritte da due giudici di pace e confermate in appello dal tribunale, le sentenze-pilota danno ragione agli automobilisti tartassati e condannano alle spese un sindaco che, in questi tempi di vacche magrissime per gli enti locali, ha piazzato la pattuglia dei vigili urbani in agguato sulle strade più trafficate del suo comune per riossigenare le casse del Palazzo, come fanno decine di suoi colleghi.

Ma i giudici di pace Renzo Di Renzo, coordinatore dell’ufficio di piazza Malta che ha inglobato tutte le sedi distaccate, e Clementina Settevendemie, hanno scovato il cavillo che rende nulle decine di contravvenzioni e quindi spalanca le porte dei ricorsi a centinaia di altri automobilisti. In altre parole, le trenta sentenze che danno torto a Luciano Giammarino, sindaco-poliziotto di San Martino sulla Marrucina, diventeranno lo spauracchio di chissà quanti altri primi cittadini, comeUmberto Di Primio che, a Brecciarola, ha piazzato due totem che non sono semplici dissuasori ma autovelox veri e propri. Perché le trenta multe sono state annullate? La risposta è semplice oltre che identica per tutti i ricorsi. I giudici Di Renzo e Settevendemie, in sintesi, spiegano che la contestazione dell’infrazione al codice stradale dev’essere contestuale, cioè la pattuglia dei vigili urbani deve fermare l’auto e multare il conducente immediatamente dopo la foto scattata dall’autovelox. Ma attenzione a un particolare sostanziale: i due magistrati specificano nelle sentenze che questa interpretazione della norma non vale per tutti i casi ma solo per quelli che riguardato strade comunali oppure extraurbane secondarie, che non rientrano in uno speciale elenco predisposto dal prefetto. E’ proprio il caso delle multe annullate a San Martino dove l’autovelox del Comune (che peraltro sarà riposizionato anche il 17 e il 24 febbraio, come ha annunciato il sindaco che si divide tra il ruolo di primo cittadino e il lavoro di poliziotto a Pescara) era piazzato sulla Statale 81 al chilometro 164 mentre «il prefetto ha consentito l’installazione dei dispositivi di controllo della velocità dal km 132 al 136 e dal 144 al 149», si legge su una delle 30 sentenze che, in questo caso, riguarda l’automobilista di Guardiagrele Barbara Della Pelle, multata per essere andata alla velocità di 76 chilometri all’ora mentre il limite è fissato a 50 kmh.

Di fatto – dicono i giudici – si trattava di autovelox pirata come ha confermato in appello, in tutti e trenta i casi impugnati dai cittadini tartassati, il giudice del tribunale di Chieti, Alberto Iachini Bellisarii, al quale il sindaco Giammarino si era rivolto per ribaltare le sentenze di primo grado. Ma il secondo giudice ha persino rincarato la dose accogliendo anche altri motivi dei ricorsi come il fatto che l’autovelox sulla Ss 81 non fosse segnalato. E, ciliegina sulla torta, anzi sull’autovelox, ha condanno il sindaco a pagare le spese di lite, compensate in primo grado ma lievitate a oltre 500 euro a carico del Comune per ciascuna multa annullata in appello.

Fonte:Il Centro.it del 12.02.2015

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