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Categoria | Pro-Trignina

Lu Voccapert ” Il Tartufaro”

Redazione - Pubblicato il 26 gennaio 2014

Se la mattina presto di buon ora vi capita casualmente di imbattervi con delle persone che vi lasciano  perplessi, furtive, un pò sfuggenti, quasi restii all’incontro, fanno finta di non vedevi, preoccupati per i loro  cani,  dall’apparenza  cacciatori dal  tipo di abbigliamento che indossano, ma non lo sono poiché non portano il fucile, bensì armati di un piccolo bastone con una punta di ferro chiamato  “”vanghetto””,  fuoristrada ben  imboscato, attrezzato di cassetta porta cani, ebbene si … se tutti questi elementi combaciano  vi siete appena imbattuti con un “ “tartufaro”.

Il tartufo…. Prezioso fungo sotterraneo…. Presente dalle nostre zone dalla notte dei tempi, di cui la popolazione locale non ne aveva capito ne il valore ne l’uso, questa specie di  fungo  in  passato non ha trovato nessuna applicazione da parte degli abitanti locali, anzi lo consideravano delle patate puzzolenti, delle anomalie, invece il prezioso fungo proposto e valorizzato da altre zone d’Italia e del mondo ha fatto la fortuna di molti cercatoti e commercianti valorizzando  il territorio.

Da circa un  trentennio a questa parte, dopo l’esplorazione e la raccolta indisturbata per anni del pregiato fungo, da parte  di Bolognesi, giunti in loco su indicazioni di studenti locali che soggiornavano a Bologna, qualche abitante locale ha cominciato a chiedersi il perchè della presenza dei Bolognesi con a seguito cani un pò strani,  e poi a cercare cosa?

E cosi che è cominciata la storia del TATUFARO LOCALE, di li a poco avrebbe trasformato le abitudini, l’economia e modificato persino il carattere delle  molte persone che si dedicano alla ricerca del tartufo.

Questa è stata per molte famiglie  la svolta, in poco tempo si è moltiplicato il numero di cercatori, sono arrivati i compratori e con essi il famoso ”soldo” e il  gioco è fatto, i tartufari  sono diventati sempre più numerosi, è cosi che avvenne il miracolo, il fungo una volta etichettato come patata puzzolente, ha preso valore diventando un bene prezioso  della zona, tonto prezioso che la puzza diventò  profumo e la terra divento’ un Bancomet,  integrando è arricchendo il bilancio economico di molte famiglie.

Intorno ad esso ruota un bel pò di soldi, che sfuggono a qualsiasi controllo, l’interesse economico ha fatto si che il  numero dei cercatori  cresciuti a dismisura fino ad arrivare a numeri spropositati, dando origini a rivalità assurde  fra i cercatori, che spesso sfociano in pure cattiverie, come il furto dei cani, l’avvelenamento degli stessi, i zappatori, i ricercatori fuori orario, e chi più ne può più ne metta,…..

Per queste persone inrispettose che nulla ha a che fare con i cercatori di tartufo,  vorrei spendere due parole:

Egregi signori, la natura ha dei tempi i cosiddetti cicli che vanno rispettati …. le regole sono fatte per proteggere e mantenere la risorsa, nulla a che vedere con l’esigenza delle vostre tasche sempre più voraci, il tartufo è un bene prezioso che va raccolto nei modi e nei tempi giusti, rispettato orari, modalità e periodo …. In mancanza di regole certe ogn’uno si adatta la legge a modo suo creando le premesse per la distruzione della risorsa, tenete  presente che in altri posti ciò è già avvenuto , il bello è che le regole ci sono ma spesso vengono travisate, i controlli sono scarsi e inadeguati, la carenza di personale predisposto ormai è cronica, quindi alcuni  pseudi  tartufari  fanno e disfanno a loro piacimento.

Poi vorrei una sensibilizzazione particolare verso i cani, che fedelmente svolgono la ricerca per gioco, essi sono spesso maltrattati e picchiati,  avvolte quando il cane non cava, considerate il fatto che li quella mattina il tartufo non c’è, so che questo non va d’accordo con  la legge del “Dio Soldo”, ma il cane è comunque un essere vivente e come tele va rispettato, non fatevi dare di volta il cervello.

Il tartufaro a suo dire  è sempre in perdita, non riesce a coprire le spese, l’annata è sempre scarsa, il cane non è dei migliori, i cinghiali anno distrutto le tartufaie ecc. ecc.  una  lamentela su tutto e per tutto, la realtà e ben altra,  imparate ad accontentarvi !!!!!!!!!!!.

L’aspetto economico va assolutamente regolamentato meglio, non esistono controlli in merito e la partita IVA agricola dovrebbe regolamentare teoricamente  il commercio ma praticamente nessuno emette fattura, ogni tartufaro, per tale attività, non dichiara nulla e cosi innesca una serie di evasioni a catena dal commerciante dei tartufi ai grossisti,  il tutto avviene alla luce del sole, eludendo il fisco, lo stato non ha ancora trovato un sistema per obbligare alla fatturazione i cavatori, e cosi si innesca un mercato nero dove le cifre salgono  diventano consistenti, nella filiera tra cavatori, raccoglitori e commercianti, c’è chi in poco tempo ha fatto fortune consistenti.

Morale: c’è urgente bisogno di regolamentare il settore dando regole certe, controlli efficaci con pene  severe, regolamentarlo economicamente con autofatturazione obbligatoria, pena la sospensione del tesserino per i trasgressori,  far tornare il tutto ad una dimensione sopportabile senza creare sacche e  zone franche di illecito  legalizzato.

Alla natura poco importa se i cavatori, raccoglitori e commercianti devono ridurre il loro introiti, le regole ferree servirà alla natura di fare i suoi cicli produttivi e non far scomparire  questo prezioso fungo, che da gioia al nostro olfatto  finendo sulla tavola per deliziare il  palato sopraffino dei veri intenditori che sono disposti a spendere.

Nell’interesse di tutti, non si può incontrare gente alle tre di notte nel bosco, non si può vedere tartufaie zappate, non si può avvelenare i cani …… cosa c’entra tutto questo con il tartufo ….. niente…. è solo l’avarizia di alcuni incontentabili che rovina la collettività, tenete presente che “ L’uomo “anche se tartufaro” si distingue dalla bestia perché è in grado di usare il cervello … chi si comporta scorrettamente si  confonde con la bestia” .

La natura e i cani fanno  parte integrante del vostro mondo, rispettateli e sarete rispettati.

                                                A cura di : Vincenzo Femminilli   “ Lu finanzir ”

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