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	<title>Vastese News &#187; Istruzione</title>
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	<description>Periodico d&#039;informazione online dell&#039;area del Vastese</description>
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		<title>Mi chiamavo Pulcinella, ora signor Rossi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 06:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>

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Seimila richieste negli ultimi due anni. Oggi iter più breve. Molti nuovi cittadini italiani desiderano tornare alle loro origini. L&#8217;aggiunta del nome della mamma è la causa più frequente di cambio
di FABIO TONACCI
NON TI puoi chiamare Maradona. E nemmeno Cavour, Giotto, Berlinguer, Geronimo. I cognomi famosi o illustri sono vietati. Ma per il resto chi decide [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>
<div id="attachment_7511" class="wp-caption alignleft" style="width: 191px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/pulcinella-napoletano.jpg"><img class="size-full wp-image-7511" title="pulcinella napoletano" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/pulcinella-napoletano.jpg" alt="" width="181" height="279" /></a><p class="wp-caption-text">Puclinella, famosa maschera storica della goliardia napoletana </p></div>
<p>Seimila richieste negli ultimi due anni. Oggi iter più breve. Molti nuovi cittadini italiani desiderano tornare alle loro origini. L&#8217;aggiunta del nome della mamma è la causa più frequente di cambio</h3>
<h3><em>di FABIO TONACCI</em></h3>
<div>NON TI puoi chiamare Maradona. E nemmeno Cavour, Giotto, Berlinguer, Geronimo. I cognomi famosi o illustri sono vietati. Ma per il resto chi decide di cambiare ha la massima discrezionalità. Può modificare il proprio cognome se fa ridere, può aggiungere quello materno o quello di un amico, può italianizzarlo se straniero, può sceglierne uno d&#8217;arte.</div>
<p>Basta avere un motivo ragionevole per farlo e nessuno che si opponga nei trenta giorni in cui l&#8217;avviso sarà affisso sull&#8217;albo pretorio. E le seimila richieste di modifica arrivate negli ultimi due anni hanno convinto il ministero dell&#8217;Interno a snellire la procedura lasciandola tutta in mano ai prefetti. Dal nove luglio servirà poco più di un mese per sbrigare la pratica se considerata meritevole, a fronte degli attuali 12-15 di media.</p>
<div id="attachment_7512" class="wp-caption alignleft" style="width: 270px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/pulcinella-silvio.jpg"><img class="size-full wp-image-7512" title="pulcinella silvio" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/pulcinella-silvio.jpg" alt="" width="260" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi, novello pulcinella, espressione della moderna goliardia meneghina</p></div>
<p>Scartabellando tra le 2765 istanze presentate nel 2011 si scopre che non sono solo i vari Mastronzo, Pulcinella, Strozzacapra, Chiappa, Tontodimamma, Sederino, Rutto, Contacessi, cioè i tanti portatori sani di cognomi buffi, a volere disperatamente il cambio per dimenticare decenni di ironie. Casi del genere ci sono, ma meno di quanto si pensi.</p>
<p>Il vero boom attuale (le domande sono cresciute del 30 per cento dal 2009) riguarda chi vuole vedere sulla carta d&#8217;identità dei propri figli il cognome materno. In tre pratiche su dieci si chiedeva di aggiungerlo a quello del padre, un altro 20 per cento erano domande in cui entrambi i genitori si sono dichiarati d&#8217;accordo a sostituire quello paterno con quello materno.</p>
<p>&#8220;L&#8217;assunzione del cognome del padre al momento della nascita &#8211; spiega l&#8217;avvocato civilista Licia D&#8217;Amico dello studio romano Galassi &#8211; in realtà non è prevista da nessuna norma del codice civile. È una prassi consolidata nei secoli. Ora c&#8217;è l&#8217;esigenza sempre più sentita di avere anche quello della madre e l&#8217;unico modo per farlo è questo. All&#8217;anagrafe non lo fanno mettere&#8221;. Anche per questo il ministero dell&#8217;Interno, favorevole alla concessione in suddetti casi, ha accorciato la procedura, che oggi e per due mesi ancora prevede un passaggio faticoso di carte tra prefetture e uffici centrali.</p>
<p>Altra fattispecie diffusa riguarda il ripristino del cognome d&#8217;origine da parte dei nuovi cittadini italiani. È il caso degli immigrati di seconda generazione che nonostante l&#8217;italianizzazione voluta dai genitori, rivogliono quello originario. Il resto è una prateria di casi, con le motivazioni più fantasiose. Che per essere accolte alla fine devono avere comunque carattere del tutto eccezionale. &#8220;Uno stimatissimo notaio venne da me disperato &#8211; racconta ad esempio l&#8217;avvocato Nino Marazzita &#8211; perché si chiamava Porco e questo rovinava la sua attività professionale. Ha cambiato il suo cognome con quello della madre, il meno &#8220;impegnativo&#8221; Isidori&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è chi brama per averne uno d&#8217;arte sui documenti, Morgan, Felix o qualsiasi nome il senso artistico suggerisca. Viene concesso solo se è anche l&#8217;appellativo con cui si è riconosciuti socialmente. Oppure c&#8217;è chi ne ha troppi e ne vorrebbe meno. &#8220;Una signora con cinque cognomi &#8211; ricorda l&#8217;avvocato D&#8217;Amico &#8211; si era stufata di fare firme chilometriche e ottenne di ridurli a due&#8221;. </p>
<p>Dunque alla base del cambio del cognome o anche del nome (171 domande nel 2011, la maggior parte è italianizzazione di nomi cinesi), ci dev&#8217;essere sempre una ragione giudicata dall&#8217;autorità amministrativa meritevole. Il semplice vezzo estetico non basta. Così si spiegano i 223 dinieghi nell&#8217;ultimo anno. Insussistenza di motivo valido. Il decreto presidenziale 396 del 2000, indica tre ragioni per chiedere il cambio: cognome ridicolo, vergognoso (perché ad esempio è lo stesso di un criminale) o svelante l&#8217;origine naturale, come quelli che in passato venivano assegnati d&#8217;ufficio ai neonati abbandonati, ad esempio Proietti, Esposito, Degli Innocenti. </p>
<p>Ma nei fatti la casistica è più ampia. A Genova ad esempio una signora, dopo un ricorso al Tar, è riuscita ad ottenere di aggiungere al suo il cognome del suo psicologo, molto più anziano di lei, solo perché &#8220;si era occupato &#8211; si legge nella sentenza &#8211; della sua istruzione nonché della sua crescita umana e professionale, ospitandola in casa&#8221;. Semplici ragioni affettive.</p>
<p>Fonte: La Repubblica.it</p>
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		<title>A Torino il meglio dell&#8217;editoria d&#8217;Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 09:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>

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L’Abruzzo della cultura e dell’editoria si ritrova a Torino in occasione della 25° edizione del Salone internazionale del Libro in programma nella città piemontese dal 10 al 14 maggio. Quella di quest’anno, a Torino, sarà per l’Abruzzo una presenza importante e qualificata, segno evidente di una crescita del prodotto cultura che proprio al Salone internazionale riesce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/salone-del-libro-150x150.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7412" title="salone-del-libro-150x150" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/05/salone-del-libro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<div>
<p><a href="http://www.sansalvoinpiazza.it/wp-content/uploads/2011/05/salone-del-libro.jpg"></a>L’Abruzzo della cultura e dell’editoria si ritrova a Torino in occasione della 25° edizione del Salone internazionale del Libro in programma nella città piemontese dal 10 al 14 maggio. Quella di quest’anno, a Torino, sarà per l’Abruzzo una presenza importante e qualificata, segno evidente di una crescita del prodotto cultura che proprio al Salone internazionale riesce ad esprimersi al meglio. Collocato nel Padiglione 3 – Stand R38 S41 al Lingotto Fiere, lo stand allestito dall’assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo avrà un’ampiezza di 84 metri quadrati, con un calendario di presentazioni editoriali molto fitto. Nella quattro giorni torinese, nello stand di Casa Abruzzo, si alterneranno 58 presentazioni di libri di 38 case editrici presenti al Salone internazionale del Libro. Accanto alla vetrina dell’editoria abruzzese, l’assessorato alla Cultura è riuscito ad organizzare importanti appuntamenti, come quello di sabato 12 maggio con la tavola rotonda su “Editoria abruzzese e nuove forme di comunicazione” con la presenza della scrittrice Dacia Maraini e con la contestuale presentazione del progetto “Mirabilia d’Abruzzo”, portale e applicazione per Apple e Android dedicati all’arte, alla natura e alle eccellenze abruzzesi. Nel tardo pomeriggio dell’11 maggio sono invece previsti due eventi dal vivo del Teatro stabile d’Abruzzo e la conversazione musicale di Luisa Prayer, direttore artistico del Festival internazionale “Pietre che cantano”, con la partecipazione del soprano Valentina Coladonato. Nel pomeriggio del 12 maggio è prevista inoltre la presentazione del libro del maestro Gianni Berengo Gardin su “L’Aquila prima e dopo”. “Andiamo al Salone internazionale del Libro nella convinzione di recitare un ruolo primo piano tra le regioni italiane”, ha spiegato l’assessore alla Cultura. “Sappiamo di trovarci al cospetto di una vetrina internazionale importante e qualificata che dà la misura della nostra crescita culturale e del modo in cui riusciamo a comunicarla. In questo senso – ha proseguito l’assessore – la Regione ha fatto una precisa scelta di politica culturale concentrando le poche risorse finanziarie nell’organizzazione del Salone di Torino, evitando in questo modo gestioni clientelari delle risorse stesse. Mi sembra un segnale inequivocabile di buona politica”. A Torino, oltre alla presentazione dei libri, ai momenti di confronto pubblico e alla presentazione di progetti culturali, ci sarà spazio anche per l’enogastronomia abruzzese dei Maestri Cuochi di Villa Santa Maria con la degustazione di un piatto speciale allestito in occasione della presentazione del libro “La cucina dei luoghi di San Francesco Caracciolo patrono dei cuochi d’Italia”.</p>
<p>L’Aquila, 4 maggio 2012</p>
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		<title>Abruzzo. Dieci borse di studio per stage a Toronto</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 20:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Dieci borse di studio sono stateistituite dal Consiglio regionale dell’Abruzzo per consentire astudenti universitari abruzzesi di tenere uno stage di lingua inglese presso l’Universita’ di Toronto, in collaborazione conil Centro scuola di cultura italiana del Columbus Centre.L’iniziativa, promossa dal Consiglio regionale dell’Abruzzo inattuazione della L.R. 38/85, e’ rivolta a studentidell’Universita’ degli studi dell’Aquila (Facolta’ di [...]]]></description>
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<div class="Stile1" style="font-family: Verdana; color: #666666;">
<p class="Stile3" style="color: #336699; font-size: 14px;">Dieci borse di studio sono stateistituite dal Consiglio regionale dell’Abruzzo per consentire astudenti universitari abruzzesi di tenere uno stage di lingua inglese presso l’Universita’ di Toronto, in collaborazione conil Centro scuola di cultura italiana del Columbus Centre.L’iniziativa, promossa dal Consiglio regionale dell’Abruzzo inattuazione della L.R. 38/85, e’ rivolta a studentidell’Universita’ degli studi dell’Aquila (Facolta’ di Lettere eFilosofia) e dell’Universita’ degli studi di Chieti-Pescara(Facolta’ di Lingue), residenti in Abruzzo. Lo stage e’ inprogramma dal 19 maggio al 2 giugno 2012. Il bando e’ statopubblicato sul sito internet del Consiglio regionaledell’Abruzzo (www.consiglio.regione.abruzzo.it). L’iniziativae’ stata voluta dal Presidente del Consiglio regionale, ilquale, ha sottolineato “l’importanza della formazione deglistudenti in un momento cosi’ delicato per l’accesso al mondodel lavoro, dove – conclude il Presidente del Consiglioregionale – le sfide si vincono soprattutto con le eccellenze”.Ai primi di giugno, infine, e’ previsto in Abruzzo uno stage distudenti canadesi, ospiti del Consiglio regionale, al fine diesprimere riconoscenza al Canada che, in occasione del sismadel 6 aprile 2009, ha raccolto e donato 8 milioni di dollaricanadesi a favore delle popolazioni aquilane.</p>
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		<title>«La Lega pagò la laurea di Rosy Mauro»</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 18:23:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>

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La segretaria: avvisai Bossi di irregolarità
La fondatrice del Sinpa respinge le
accuse: «Solo porcherie» 
La dirigente: soldi in
nero in cassa, pagati
gli studi del Trota
MILANO &#8211; Non si interrompe il fiume di intercettazioni e indiscrezioni che esce dalle carte agli atti dell&#8217;inchiesta dei pm di Milano, Napoli e Reggio Calabria sulla gestione &#8220;opaca&#8221; delle casse della Lega Nord, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>
<div id="attachment_7180" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/04/6.jpg"><img class="size-full wp-image-7180" title="6" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/04/6.jpg" alt="" width="276" height="182" /></a><p class="wp-caption-text">Il Vicepresidente del Senato Rosy Mauro, fino a quando?</p></div>
<h4>La segretaria: avvisai Bossi di irregolarità</h4>
<h4>La fondatrice del Sinpa respinge le</h4>
<h4>accuse: «Solo porcherie» </h4>
<h4>La dirigente: soldi in</h4>
<h4>nero in cassa, pagati</h4>
<h4>gli studi del Trota</h4>
<h4>MILANO &#8211; Non si interrompe il fiume di intercettazioni e indiscrezioni che esce dalle carte agli atti dell&#8217;inchiesta dei pm di Milano, Napoli e Reggio Calabria sulla gestione &#8220;opaca&#8221; delle casse della Lega Nord, opera dell&#8217;ex tesoriere Francesco Belsito. Per i pm, I fondi venivano usati per pagare le spese <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=189024&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">della famiglia Bossi e non solo</a>.</h4>
<h4>I molti sapevano. Dalle carte emerge che all&#8217;interno della Lega, dopo la scoperta delle operazioni con i fondi esteri in Tanzania, Cipro e Norvegia, erano sorte diatribe interne relative alla possibilità di estromettere Belsito. E proprio in questa fase, «è emerso un quadro di complicità &#8211; si legge negli atti &#8211; tra Belsito e Nadia Dagrada (..), e di altri soggetti della segreteria, tutti a conoscenza delle elargizioni che andavano avanti da anni, non solo a favore di Umberto Bossi e dei suoi familiari, come «pagamenti di decine di fatture per le spese della famiglia, ristrutturazioni, auto, cellulari, schede telefoniche, dentista» e altro, ma anche a favore di Rosi Mauro e del Sindacato Padano, della scuola &#8220;Bosina&#8221; di Varese fondata dalla moglie del Senatur, Manuela Marrone, ma anche al senatore Roberto Calderoli. «A conoscenza delle varie operazioni è anche Daniela Cantamessa (&#8230;) della segreteria particolare di Umberto Bossi». E che in molti sapessero, secondo gli investigatori, è testimoniato da «eloquenti, precise e circostanziate (&#8230;) decine di telefonate» tra l&#8217;ex tesoriere e la responsabile amministrativo contabile di via Bellerio. Eccone alcune. </h4>
<h4>«Io stessa avevo avvisato Bossi delle irregolarità» commesse da Belsito. È quanto ha detto ai pm di Milano e Napoli Daniela Cantamessa, segretaria particolare del leader della Lega dal 2005. Nell&#8217;interrogatorio di due giorni fa la donna sottolinea anche di aver detto a Bossi che Rosy Mauro «era un pericolo Rosy Mauro era un pericolo sia politicamente e sia per i suoi rapporti con la famiglia Bossi».</h4>
<h4>Soldi in nero. Sarebbero entrati dei soldi anche &#8220;in nero&#8221;, nelle casse del Carroccio. A rivelarlo è stata la segretaria amministrativa del Carroccio, Nadia Dagrada ai pm di Milano e di Napoli, che l&#8217;hanno interrogata come testimone il 3 aprile, confermando il contenuto di alcune intercettazioni. «Castelli &#8211; spiega la segretaria &#8211; stava insistendo, anche con me, per vedere i conti del partito e quindi io consiglio a Belsito di riferire al capo Umberto Bossi, vista la consistenza delle spese sostenute per la famiglia Bossi, di non permettere a Castelli di fare questi controlli e che quindi per poter continuare a pagare le spese della famiglia bisognava fare ricorso al &#8220;nero&#8221;, cioè ad incassare liquidità senza registrazione contabile alcuna, così come ha fatto in passato Balocchi quando è andato all&#8217;ufficio di Bossi ed è uscito subito dopo con delle mazzette con 20 milioni di lire dicendomi di non registrarli e di metterli in cassaforte perchè ci avrebbe pensato lui. Sapevo che circolava del &#8220;nero&#8221; nella Lega ma io ho visto personalmente solo questa operazione».</h4>
<h4>La malattia di Bossi e l&#8217;inizio della fine. Dagrada confessa anche che «la situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale Umberto Bossi. Dopo il 2003 c&#8217;è stato l&#8217;inizio della fine: si è cominciato con il primo errore, consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell&#8217;onorevole Speroni. Dopodiché si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari. In particolare, con i soldi della Lega venivano pagati i conti personali di Riccardo Bossi, per migliaia di euro, e degli altri familiari, come per esempio i conti dei medici sia per le cure dell&#8217;onorevole Bossi sia dei suoi figli. A tal riguardo mi risulta che Belsito paghi con i soldi della Lega tali conti».</h4>
<h4>Belsito e gli investimenti in Tanzania. Per effettuare l&#8217;operazione dei 7 milioni di euro per l&#8217;investimento in Tanzania con i fondi della Lega l&#8217;ex tesoriere Belsito «avrebbe modificato cancellando il rigo della delibera» della Lega nella parte in cui si specificava che lo stesso Belsito aveva «un&#8217;autonomia di firma per le operazioni finanziarie sino a 150mila euro». Questa &#8220;falsificazione&#8221; per «poter impartire alla banca disposizioni per effettuare l&#8217;operazione» emerge dagli atti dell&#8217;inchiesta ed è stata anche confermata da Nadia Dagrada. </h4>
<h4>La laurea di Renzo e quella di Rosy Mauro. Sempre dalle dichiarazioni di Dagrada, con i soldi della Lega Nord sono state pagate anche le rate scolastiche e per il conseguimento della laurea per Renzo Bossi, per Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, e per il suo compagno. «Belsito mi ha riferito che sono stati dati soldi in contanti a Pier Moscagiuro, compagno di Rosy Mauro affinché pagasse le rate per le spese della scuola privata per conseguire il diploma, la laurea, credo ottenuti entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro pagando con i soldi della Lega. Per quanto riferitomi da Belsito &#8211; i titoli di studio sono costati circa 120mila euro prelevati dalle casse della Lega -. Credo che i titoli siano stati conseguiti in Svizzera. Inoltre anche Renzo Bossi dal 2010 sta prendendo una laurea all&#8217;Università privata di Londra. E chiaramente le spese sono tutte a carico della Lega, anche qui credo che il costo sia sui 130mila euro».</h4>
<h4>La replica. «Non sono solita commentare le notizie di stampa che spesso riguardano la mia persona. Ma mi trovo costretta a ribattere alle porcherie che i giornali si stanno inventando, per salvaguardare il bene più prezioso, il Sindacato, che ho creato con enormi sacrifici», replica in una nota la vicepresidente del Senato e fondatrice e segretario del Sinpa, il Sindacato padano, che «nega ogni addebito» e respinge ogni ipotesi di dimissioni.</h4>
</h1>
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		<title>&#8220;Tinari Pietro: alunno promosso imprenditore &#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La quinta B dell&#8217;Istitututo tecnico per Geometri Palizzi di Vasto, era una classe modello : tutti si sono diplomati con una buona media ed oggi sono bravi professionisti nel settore dell&#8217;edilizia , dell&#8217;ingegneria e del commercio. 
Tinari Pietro era scritto in quel &#8220;registro personale del professore&#8221; e seguendo l&#8217;ordine alfabetico era uno degli ultimi nomi . [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La quinta B dell&#8217;Istitututo tecnico per Geometri Palizzi di Vasto, era una classe modello : tutti si sono diplomati con una buona media ed oggi sono bravi professionisti nel settore dell&#8217;edilizia , dell&#8217;ingegneria e del commercio. <br />
Tinari Pietro era scritto in quel &#8220;registro personale del professore&#8221; e seguendo l&#8217;ordine alfabetico era uno degli ultimi nomi . Oggi Tinari Pietro nell&#8217;ambito sociale ed economico è uno dei primi. <br />
Si è inserito in una delle famiglie più affermate di San Salvo, quella del Cav. Cilli Virgilio , veterano distributore dei carburanti Agip dal 1946, nell&#8217;attuale via Roma , ex statale 16 , dove il transito notte e giorno era incessante con un&#8217;interrotta colonna sonora di clacxon dei pochi pulman ( &#8220;la pustale&#8221; ) e dei numerosi camion che , con gli indimenticabili stridii delle fermate attraversavano lo stivale dal Nord al Sud e , arrivati a San Salvo percorrevano la famosa curva che tondeggiava il Monumento ai Caduti con la segnaletica FOGGIA diventata storica nelle vecchie foto locali di Gino Bracciale. <br />
Il nostro Centro di cui tanto si parla nelle attuali campagne elettorali, non era deserto ed il transito di moltissima gente forestiera non era vietato. <br />
Il FATO (di cui parlava Omero nell&#8217;Iliade che l&#8217;alunno Pietro aveva studiato a scuola era irremovibile e neppure il re degli Dei Giove poteva contrariare) aveva già destinato per il giovane instancabile Cilli Virgilio un avvenire luminoso , la cui stirpe sarebbe continuata grazie all&#8217;amor,e della figliola Gabriella con Pietro , diventati genitori degli attuali eredi Virgilio e Lina , i quali assicurano un prosecuo gestionale di quella unica &#8221; pomba di benzina&#8221; trasferitasi oggi nella zona industriale e diventata la più grande ed apprezzata area di servizio. <br />
Il fascino, il mistero e le incredibili forme del destino rimandano ad una letteratura infinita e la professoressa Balduzzi, mentre interrogava in Storia Tinari Pietro, alunno non appariscente ma ,come si leggeva dai giudizi finali, diligente riservato, studioso , poco portato per gli studi letterari, non avrebbe mai immaginato di lui un itinerario di vita e di lavoro di un livello superiore ai voti che ogni trimestre riempivano le caselle di quel registro che entrava in classe prima dell&#8217;insegnante, facendo battere il cuore di un timore di altri tempi. <br />
Come quando in classe, con umiltà, silenziosamente con seria preoccupazione Tinari ripassava i difficili passi del sesto Canto del Paradiso, con la timidezza di chi sembra di sapere poco, ma che poi, all&#8221;interrogazione, rispondeva a quasi tutte le domande, assicurandosi un voto positivo, così oggi , con la tuta d&#8217;operaio , senza costose etichette firmate che immediatamente distanziano il datore di lavoro dai suoi operai, Pietro, grande imprenditore, svolge ogni manzione ma soprattutto come si comportava a scuola , timbra ogni sua azione con una gentilezza che si sprigiona dal cuore e filtra attraverso i suoi occhi che sembrano dire grazie a tutti: dal distratto signore che , mentre parla al telefonino, addita il pieno per la sua Jaguar al ragazzino che, mentre mostra i pochi spiccioli e sogna il pieno, chiede una spinta per partire. Un giorno rivolgendosi ai suoi ragazzi lavoratori che sbuffano sempre per i clienti che spendono poco , disse : &#8221; poco e spesso rende di più del molto e di rado&#8221;, in parole povere Tinari trasmise un messaggio prezioso che appartiene alla grande teoria economic di tutti i tempi e fa riferimento alla formzione educativa di tinari, rimasto sempre con i piedi per terra, con la tattica vincente della tartaruga espressa dal proverbio &#8220;chi và piano , và sano e và lontano&#8221;.<br />
I valolri assoluti seminati dai genitori crescono lentamente,senza fasulli concimi e, a lunga scadenza, danno , come accade nelle fiabe, frutti d&#8217;oro.<br />
Il seminato economico ed imprenditoriale del suocero Cav. Cilli Virgilio, grazie al ricambio gestionale è migliorato per qualità e quantità : con elegante maestria , sensibilità culturale e sociale Pietro stà costruendo, come abile artista, un mosaico completo, dove tra i tocchetti colorati della grande struttura, spiccano quelli più luminosi delle soddisfazioni etiche di cui si avvanta la sua famiglia: il capitolo più bello di un romanzo che ha iniziato con il suono della campanella di una scuola e continua con i segni evidenti di una buona STELLA.</p>
<p>Angiolina Balduzzi</p>
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		<title>Il carattere guerriero degli antichi Sansalvesi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 19:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incline alla passione politica, attacamento alla libertà
Michele Molino
 
Forte attaccamento alla propria libertàMichele Molino 

Volendo, oggi, analizzare l’identità culturale degli abitanti di San Salvo si perderebbe soltanto del tempo. La forte immigrazione, la globalizzazione , l’omogeneizzazione culturale, la variabilità degli abitanti e l’insediamento industriale hanno “scardinato” i tratti specifici del temperamento del vecchio ceppo sansalvese. San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Incline alla passione politica, attacamento alla libertà</h3>
<div>Michele Molino</div>
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<div><strong>Forte attaccamento alla propria libertà</strong>Michele Molino </p>
</div>
<p>Volendo, oggi, analizzare l’identità culturale degli abitanti di San Salvo si perderebbe soltanto del tempo. La forte immigrazione, la globalizzazione , l’omogeneizzazione culturale, la variabilità degli abitanti e l’insediamento industriale hanno “scardinato” i tratti specifici del temperamento del vecchio ceppo sansalvese. San Salvo oggi conta 20.000 abitanti. Prima dello sviluppo economico contava circa 4.000 residenti. Com’era il temperamento dei Sansalvesi? <br />
“ Il Salvanese &#8211; ha scritto lo storico Raffaele Artese, storico &#8211; non era avvezzo alle smancerie e alle moine; non facevano parte del suo carattere le manifestazioni esagerate di simpatia, non perché fosse insensibile agli affetti familiari e amicali, ma perché il suo temperamento non consentiva forme e modi sdolcinati nei rapporti interpersonali”. <br />
“ Nella sua struttura sociologica” &#8211; continua &#8211; “ i tratti positivi della sua personalità, lo facevano amabile e rispettabile. Il Salvanese era amante della concretezza, saldo nei propositi, intelligente e intuitivo; era ligio ai doveri verso la famiglia, patriottico, e campanilista moderato; era freddo e tenace nel giudicare e rapido nell’agire. Era incline alla passione politica, un po’ rude nei comportamenti, ma prudente e discreto, intollerante degli abusi, dei soprusi e delle prepotenze; era un lavoratore instancabile, coraggioso nell’ affrontare le avversità della vita, morigerato e fondamentalmente onesto, schivo della gozzovigli a e sobrio nell’ abbigliamento, contegnoso nel dolore e contenuto nella gioia”.<br />
La scelta del cardinale Carafa di donare a San Salvo proprio le ossa di San Vitale, secondo noi non è un caso fortuito. Si tratta di un soldato romano, di un combattente con la spada e con l’elmo tipico delle fanterie di Roma. <br />
“Sicuramente il Santo martire doveva rappresentare il carattere del popolo di San Salvo &#8211; riportava le pagine del “Nuovo Business” il 2 aprile 2008 &#8211; una popolazione che in precedenza aveva non a caso adorato San Michele Arcangelo, altra figura di guerriero, di combattente per la liberazione del peccato e dal male”<br />
E, a ben riflettere, il popolo di San Salvo, per quanto mite, modesto laborioso, ospitale e tollerante ha tuttavia sempre reagito con decisione ai soprusi, alle soverchierie, ai ricatti di ogni tipo: rilevando un carattere militante e un po’ guerriero, indice di un profondo attaccamento alla propria libertà.<br />
A questo punto, una domanda ci viene spontanea: come mai i Sansalvesi hanno adorato profondamente San Michele e San Vitale, ma non hanno tributato il giusto onore al Santo che ha dato il nome al toponimo San Salvo. Infatti , in nessuna chiesa si trova la statua del santo.</p>
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		<title>La Provincia di Chieti per il polo museale esteso</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 20:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Provincia punta al rilancio del polo museale di Chieti e dei Musei presenti nei Comuni del proprio territorio ed ha chiesto al Ministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi di finanziare un’idea progettuale con 7milioni di euro: la somma è prevista dai Fondi europei per lo sviluppo e la coesione. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6836" class="wp-caption alignleft" style="width: 283px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/03/carpineto-8.jpg"><img class="size-full wp-image-6836" title="carpineto (8)" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/03/carpineto-8.jpg" alt="" width="273" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di Carpineto Sinello, paese che ospita il museo del maiale</p></div>
<p>La Provincia punta al rilancio del polo museale di Chieti e dei Musei presenti nei Comuni del proprio territorio ed ha chiesto al Ministro per i Beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi di finanziare un’idea progettuale con 7milioni di euro: la somma è prevista dai Fondi europei per lo sviluppo e la coesione. Il Presidente Enrico Di Giuseppantonio ha chiesto un incontro al Ministro Ornaghi unitamente ad una rappresentanza dei Sindaci dei Comuni che ospitano strutture museali e in quella sede sottoporrà al Ministro la richiesta di finanziamento. Inoltre ad aprile prossimo il progetto verrà illustrato al Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, che si occupa di fondi europei e Cipe, in occasione dell’incontro che lo stesso Ministro avrà con la Regione Abruzzo nell’ambito del Patto per lo Sviluppo. “In questo momento si avverte la necessità, forte, di rilanciare gli investimenti sui cosiddetti attrattori culturali, concentrando le risorse su progetti culturali che prevedano idee concretizzabili – dice il Presidente Di Giuseppantonio. Con questa idea progettuale è possibile migliorare gli spazi e la fruizione dei Musei affinchè vengano rilanciati come poli di attrazione turistico – culturale, ed intorno ad essi si possono generare ulteriori investimenti da parte di Enti, Istituzioni e Associazioni. C’è un tesoretto costituito da 600milioni di euro di fondi dell’Unione Europea che non sono stati spesi ed è nella riprogrammazione di tali fondi che si può inserire il progetto della Provincia di Chieti. L’Assessore alla cultura Remo Di Martino, il quale si sta attivamente occupando di questa iniziativa, che prevede il coinvolgimento delle Soprintendenze, incontrerà Sindaci e referenti dei Musei per raccogliere le diverse istanze e proposte, in modo tale che l’intera rete museale usufruisca delle ricadute finanziare legate all’idea progettuale di rilancio”.</p>
<p>Chieti, 10 marzo 2012</p>
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		<title>I ragazzi della scuola media &#8220;S. D&#8217;Acquisto&#8221; in visita al Quirinale</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 18:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 28 Febbraio scorso quarantaquattro ragazzi della Scuola Media “S. D’Acquisto” hanno fatto un tuffo nella storia. Accompagnati dalle Professoresse Cleopatra Palmieri ed Elisabetta Folcando e dal Sub Commissario Prefettizio Luciano Conti i ragazzi hanno potuto visitare il Quirinale e la mostra allestita al suo interno in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Il Comune [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6711" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/03/images-1.jpg"><img class="size-full wp-image-6711" title="images (1)" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/03/images-1.jpg" alt="" width="224" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta della facciata del Quirinale</p></div>
<p>Il 28 Febbraio scorso quarantaquattro ragazzi della Scuola Media “S. D’Acquisto” hanno fatto un tuffo nella storia. Accompagnati dalle Professoresse Cleopatra Palmieri ed Elisabetta Folcando e dal Sub Commissario Prefettizio Luciano Conti i ragazzi hanno potuto visitare il Quirinale e la mostra allestita al suo interno in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Il Comune di San Salvo ha voluto omaggiare il Sindaco dei ragazzi ed il suo Consiglio Comunale con questa visita per far toccare dal vivo le nozioni apprese , infatti la mostra presenta documenti storici che raccontano “il succedersi dei re e dei presidenti che da capi di Stato hanno vegliato, nella buona e nella cattiva sorte, sul farsi e sul crescere del nostro Stato nazionale unitario”. Sempre nello spirito di commemorazione del 150° dell’Unità d’Italia i ragazzi hanno visitato il Vittoriano (Altare della Patria) ed il Pantheon, dove si trovano le tombe dei Re d’Italia. Grande è la storia d’Italia e degli italiani che hanno combattuto per renderla unita e migliore e vogliamo far nostre le parole del Presidente Giorgio Napolitano che in occasione dei festeggiamenti ha ricordato “la necessità di far rivivere nella memoria e nella coscienza del paese le ragioni di quell&#8217;unità e indivisibilità come fonte di coesione sociale, come base essenziale di ogni avanzamento tanto del Nord quanto del Sud in un sempre più arduo contesto mondiale. Così, anche nel celebrare il 150°, guardiamo avanti, traendo dalle nostre radici fresca linfa per rinnovare tutto quel che c&#8217;è da rinnovare nella società e nello Stato&#8221;. </p>
<p>Comune di San Salvo <br />
Servizio Politiche Sociali</p>
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		<title>Mani pulite, 20 anni dopo: Citaristi, chi era costui? Il cassiere democristiano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 10:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Povero Citaristi. Povero non solo perché ieri è morto, dopo una lunga malattia che l&#8217; aveva smagrito all&#8217; inverosimile, ma anche perché la crudele ambiguità dei tempi non consente ancora di riconoscere quello che forse Severino Citaristi è stato: un martire della partitocrazia, un politico probo pluricondannato per corruzione e infine &#8211; o soprattutto &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6536" class="wp-caption alignleft" style="width: 271px"><a href="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/02/images-3.jpg"><img class="size-full wp-image-6536" title="images (3)" src="http://www.vastesenews.it/wp-content/uploads/2012/02/images-3.jpg" alt="" width="261" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Citaristi, a sinistra, con un altro di quelli &quot;boni&quot; Arnaldo Forlani</p></div>
<p>Povero Citaristi. Povero non solo perché ieri è morto, dopo una lunga malattia che l&#8217; aveva smagrito all&#8217; inverosimile, ma anche perché la crudele ambiguità dei tempi non consente ancora di riconoscere quello che forse Severino Citaristi è stato: un martire della partitocrazia, un politico probo pluricondannato per corruzione e infine &#8211; o soprattutto &#8211; un uomo che ha pagato al posto di tanti altri, più potenti e fortunati di lui. Classe 1921, figlio di uno scalpellino di Villongo, provincia di Bergamo, primo di nove figli, l&#8217; infanzia povera come ne L&#8217; albero degli zoccoli; poi professore al liceo, democristiano fervente, giornalista, senatore per più legislature, fondatore e proprietario della casa editrice «Minerva Italica». E qui la sua biografia poteva fermarsi, in pace. Ma il grande pubblico si accorse dell&#8217; esistenza di Citaristi nel peggiore dei modi e dei momenti, quando cominciò l&#8217; incendio della Prima Repubblica e lui si ritrovava seduto sulla poltrona più incandescente che allora ci fosse, quella di segretario amministrativo della Dc. In pratica il collettore di tutte le tangenti, colui che sovrintendeva alla più scontata illegalità di quel tempo. Era il 1992 e questo schivo parlamentare sembrò subito un capro espiatorio quasi perfetto. Il «quasi» si spiega con il fatto che mai Citaristi ha accettato di esserlo, né mai &#8211; e questo gli fa ancora più onore &#8211; si è sottratto al suo destino: «No, guardi, la colpa è solo mia, gli altri non mi hanno scaricato addosso nulla &#8211; ripeteva in questi anni con un filo di voce &#8211; Sono io che ho trasgredito la legge. Non dovevo, tutto qui. Sarei dovuto andare via, ma non ho avuto il coraggio di farlo». In queste difficili interviste, sul divano buono di casa, gli stava sempre vicina e protettiva la moglie Rosa. Fu Ciriaco De Mita, nel 1986 e quindi all&#8217; apice del suo settennato di segreteria, a porre nelle efficienti mani del povero Citaristi la cassa del partitone, peraltro divenuto sempre meno bianco. Il senatore accettò con qualche incongruo entusiasmo: dopo tutto era anche un posto di vero potere. Ma a piazza del Gesù &#8211; ché all&#8217; Eur non ci voleva mai andare nessuno &#8211; non si occupò per la verità solo di mazzette. Citaristi sfoltì dolcemente il personale (da 800 a 500), ridusse di parecchio il parco macchine e vendette la tipografia del Popolo. In un modo o nell&#8217; altro, nel 1991 era riuscito a rimettere in sesto &#8211; incredibile a dirsi &#8211; il bilancio della Dc. Poi quasi di colpo: la catastrofe. E dispiace proprio oggi mantenere Citaristi inchiodato a quella stagione, da lui stesso peraltro ricordata senza reticenze in una lunga conversazione con Enzo Carra, Il Caso Citaristi, Sellerio, 1999. Ma certo, allorché cominciarono a fioccare gli avvisi di garanzia, toccò proprio a lui la triste condizione di recordman in quella bizzarra hit parade. All&#8217; inizio provò a resistere, per impegno di servizio e palese mancanza di successori: «Chi è quel matto &#8211; disse &#8211; che vuol venire al mio posto?». Al ventunesimo avviso, nel marzo del 1993, gettò la spugna e si dimise, gesto accolto dalla direzione con un applauso di gratitudine. A dicembre gli avvisi erano già 64. Alla fine non sapeva più nemmeno lui quanti gliene erano arrivati addosso: 74, secondo i più recenti calcoli giornalistici, da parte di 9 procure, con 7 richieste di arresto, 154 imputazioni, per un totale di 128 miliardi di vecchie lire incassate in forma di tangenti. Eppure, nessuno più di Citaristi trangugiò fino in fondo l&#8217; amaro calice della sua condanna. Finì agli arresti domiciliari, dove lo raggiunsero i più vari messaggi di solidarietà, dal capo dello Stato Scalfaro fino a Rifondazione comunista. Nel frattempo si era ammalato e, inseguito dalla giustizia e dai dolori, nel 1998 aveva perso una figlia e un nipotino in un incidente aereo. In quell&#8217; occasione, per quello che conta, ebbe un biglietto da Antonio Di Pietro. C&#8217; era scritto, anche: «Lei mi è stato d&#8217; esempio».</p>
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		<title>ART DAY al 1° circolo didattico di Vasto</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 07:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Laboratorio Creta Rossa







Piccoli artisti all’opera
“Art Day” è il progetto didattico che attualmente sta coinvolgendo gli alunni del I circolo didattico di Vasto diretto dal Dott. Rocco Di Scipio. Un progetto di ceramica curato dal laboratorio Creta Rossa di Giuseppe Buono, articolato in diversi incontri tematici che vanno dalla manipolazione dell’argilla alla decorazione della ceramica: “Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Laboratorio Creta Rossa" href="http://www.piazzarossetti.it/cmsystem/allegati/user_upload/9506_1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.piazzarossetti.it/cmsystem/allegati/user_upload/9506_1.jpg" alt="Laboratorio Creta Rossa" width="480" height="360" /></a></p>
<div id="wrap_gallerie">
<div id="foto">
<div id="foto_cont">
<p id="wrap_didascalia_foto">Laboratorio Creta Rossa</p>
</div>
</div>
<div id="operazioni">
<div id="ico_share"><span style="text-decoration: underline;"></span><a title="Pubblica su Google Buzz" href="http://www.google.com/buzz/post" target="_blank"></a></div>
</div>
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<div id="cont_notizie">
<h2>Piccoli artisti all’opera</h2>
<div>“Art Day” è il progetto didattico che attualmente sta coinvolgendo gli alunni del I circolo didattico di Vasto diretto dal Dott. Rocco Di Scipio. Un progetto di ceramica curato dal laboratorio Creta Rossa di Giuseppe Buono, articolato in diversi incontri tematici che vanno dalla manipolazione dell’argilla alla decorazione della ceramica: “Il tuo albero di Natale” è stato il primo incontro che ha coinvolto 17 classi tra i plessi scolastici dell’ Incoronata, Spataro e Peluzzo. In questa seconda fase gli incontri tematici saranno “Faccia da Picasso”, “Ceramiche sonore” e “Ceramicando” e anche in questi ultimi tutti i piccoli artisti si divertiranno a creare e a dipingere simpatiche e originali piccole opere d’arte che successivamente riporteranno a casa.</p>
<p>La validità dei laboratori di ceramica presentati da Creta Rossa viene testimoniata dalle diverse strutture del territorio che aderiscono, in questo periodo, alle attività didattiche curate dal maestro Giuseppe Buono, come ad esempio le scuole dell’infanzia paritarie “Il Girotondo” e “L’Albero Azzurro” di Vasto, Il doposcuola “Attivamente” di Casalbordino e il doposcuola “Piccolo Principe” di San Salvo.</p>
<p>Inoltre nelle attività del laboratorio si inseriscono i corsi pomeridiani di ceramica per bambini e quelli serali per adulti e proprio in questi giorni si sono aperte anche le iscrizioni per la II edizione del progetto “Domeniche Creative” – speciale Pasqua.</p>
<p>La collaborazione di tutti questi “partner” permette di stimolare al meglio e su larga scala le attitudini dei piccoli artisti, affinché la loro creatività non venga alienata sempre di più dai “giochi” virtuali, aiutandoli nella socializzazione e collaborazione reciproca. </p>
<p>Fonte:Piazza Rossetti.it</p></div>
</div>
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