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Categoria | Auto

La riforma dell’RcAuto? “Un pericolo”. I carrozzieri scendono in campo

Redazione - Pubblicato il 27 aprile 2015

Davide Galli, presidente della Federcarrozzieri spiega perché la cosiddetta “riparazione in forma specifica” mette a rischio la categoria e la sicurezza stradale

Il disegno di legge concorrenza continua a far discutere, anche in tema di RcAuto. I carrozzieri e in particolare sono sul piede di guerra perché (sostengono) sono a rischio fallimento. Ecco la loro presa di posizione in una lettera aperta che abbiamo ricevuto – e che pubblichiamo integralmente – da parte di Davide Galli, numero uno di Federcarrozzieri (carrozzieri indipendenti) e fra i promotori della Carta di Bologna: riunisce diverse sigle fra cui Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), Oua (Organismo unitario avvocatura), Associazione vittime della strada, associazioni dei consumatori. Che fanno fronte comune contro le compagnie.

È un bel paradosso: lo hanno chiamato disegno legge concorrenza. In realtà, quello presentato dal ministero dello Sviluppo economico è un disegno legge anti-concorrenza.

Si prenda la riparazione in forma specifica di questo disegno legge liberticida. Secondo il ddl, l’automobilista vittima del sinistro, per esempio tamponato al semaforo, viene spinto a farsi riparare l’auto dal carrozziere convenzionato con la compagnia. Perché se va dal carrozziere indipendente rischia di vedersi riconoscere un risarcimento inferiore, dovendo sborsare di tasca propria la differenza. Le conseguenze sarebbero pesantissime. Primo: i carrozzieri convenzionati, costretti a lavorare alle condizioni imposte dalle assicurazioni, dovrebbero correre velocissimi per riparare la macchina. Addio alla riparazione a regola d’arte. Tanti saluti alla vettura riparata bene. E una

marea veicoli rimessi in circolazione con una riparazione approssimativa, con effetti negativi sulla sicurezza stradale. Secondo: verrebbero penalizzate le carrozzerie indipendenti, a favore del controllo totale del mercato Rc auto da parte delle assicurazioni, che si avvalgono delle proprie carrozzerie spremute come limoni. Terzo: nel volgere di pochissimo tempo, chi si reputa furbo, come un carrozziere convenzionato che ritiene di essere avvantaggiato dal ddl concorrenza, sarebbe messo sul lastrico. Il motivo? C’è sempre qualcuno più furbo di te. Centinaia di carrozzieri piccoli che per abbassare i costi vìolano le norme sulla sicurezza dell’azienda. Mi riferisco agli scarichi nell’aria e nelle acque, alle vernici, ai vari veleni, alle sterminate normative che la burocrazia impone.

Nel mirino di Federcarrozzieri e della Carta di Bologna c’è anche l’abolizione della cessione di credito al carrozziere indipendente, contenuta nel ddl concorrenza. In due parole, la vittima del sinistro vanta un credito verso la propria assicurazione: per riscuoterlo, si può avvalere del carrozziere indipendente. Se vi devono essere limitazioni all’uso della cessione di credito magari sono quelle che rischiano di essere trasformate in una specie di prodotto finanziario il cui destinatario finale è un professionista. Sistemi come cessioni derivate o accreditamento del risarcimento che non siano al riparatore possono nascondere speculazioni. Invece, la cessione di credito normale, per così dire, è molto più semplice e e va in tutte le maniere difesa e mantenuta: il cliente-automobilista firma il contratto in carrozzeria. Questa proceduta non genera speculazioni, consentendo al danneggiato di non dover anticipare denaro e di essere difeso contro l’assicurazione ad avere un giusto ed equo risarcimento. In questo caso anche un professionista che opera a norma di legge per velocizzare le tempistiche di risarcimento può essere d’aiuto sia al danneggiato, sia all’impresa, ma nella massima trasparenza. Proprio per questo, la lobby delle compagnie si oppone: vuole scontrarsi uno contro uno, assicurazione contro vittima, ben sapendo che quest’ultima nulla sa di Rc aut. Materia complicatissima”.

Ed ecco la conclusione di Galli: “Il ddl concorrenza è una scopiazzatura dell’articolo 8 del decreto destinazione Italia, già stroncato dalla commissione giustizia e stralciato. Il ministero dello Sviluppo economico lo ha riproposto pari pari: questa è mancanza di rispetto verso i diritti degli automobilisti. Esiste invece un disegno legge pulito, non tossico, che davvero favorisce la concorrenza. Ma ovviamente viene osteggiato dalla lobby assicurativa: il progetto legge 2469 del giugno 2014. Che interviene sulla disciplina del cosiddetto contratto base al fine di consentire agli assicurati la stipula di contratti per l’assicurazione privi di clausole che limitino in qualsiasi modo il diritto all’integrale risarcimento. E disciplina il risarcimento in forma specifica prevedendo uno sconto sulla polizza non inferiore al 10% per l’assicurato che intenda sottoscrivere la clausola”.

Davide Galli
presidente Federcarrozzieri: “Riparazione in forma specifica? Un pericolo per carrozzieri e sicurezza stradale”

FONTE: LA REPUBBLICA.IT MOTORI

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