VASTO. Un invito ai responsabili della Sovrintendenza a verificare se è a rischio la stabilità del cortile di Palazzo D’Avalos e a garantire in futuro una maggiore attenzione a un immobile di grande valore storico. A farlo èRiccardo Alinovi responsabile dell’associazione Codici. La denuncia presentata in procura da uno dei proprietari del palazzo ha sollevato in città grandi polemiche. Roberto Raimondi in un esposto presentato al procuratore Francesco Prete sostiene che a causare il cedimento della fragile pavimentazione siano stati i macchinari usati a fine anno per realizzare una pista di ghiaccio e chiede al Comune il risarcimento dei danni.
Di ben altro parere il Comune, pronto a dimostrare di avere semmai «curato», più volte e in maniera puntuale, nonostante le esigue risorse a disposizione, sia quel cortile che il resto dell’edificio preso periodicamente di mira da vandali e teppisti. «Sarà la magistratura a stabilire chi fra Raimondi e il Comune ha ragione» afferma Alinovi. Ma se il Comune è colpevole, di più lo è chi ha autorizzato l’ente a installare la pista ghiacciata sul cortile. La caduta della balaustra, la crepa aperta sulla parete orientale e il cedimento della pavimentazione del cortile sono sintomi molto preoccupanti. Non possono essere ignorati», insiste il rappresentante dell’associazione in difesa dei diritti del cittadino, «quello che accade denuncia la cura insufficente di un fabbricato così prezioso dichiarato dal ministero delle Belle Arti di interesse storico». (p.c.)

















